Sarà visitabile fino al 2027 la nuova esposizione del Museo del Gioiello di Vicenza, intitolata “Gioiello – Italia. Materia, Tecnica, Arte. Tra Antico e Moderno”, curata da Paola Venturelli. La mostra, inaugurata il 28 novembre 2025, propone un racconto articolato della storia del gioiello italiano, unendo arte, tecnica e materia attraverso oltre due millenni di creazioni, dal V secolo a.C. ai primi anni del XXI secolo.

Il percorso si sviluppa in sei sale, suddivise in undici tappe cronologiche e tematiche, e comprende circa 150 opere provenienti da tredici musei e Fondazioni italiane. Tra queste, impossibile non nominare il Museo del Corallo Ascione di Napoli e la Fondazione Gianmaria Buccellati, di cui Venturelli è responsabile scientifico nella sede fiorentina.

«Circa 150 opere, dalla storia antica fino alle creazioni contemporanee, mettono in luce materiali, tecniche e saperi artigianali che costituiscono un elemento fondamentale della nostra cultura materiale. Vogliamo comunicare che il gioiello è molto più di un ornamento: è memoria, narrazione e ponte tra passato, presente e futuro», sottolinea Paola Venturelli, curatrice della mostra.

Museo del Gioiello di Vicenza
(Photo courtesy of Museo del Gioiello di Vicenza)

Accanto ai gioielli, che rimangono il cuore pulsante della mostra, sono esposti oggetti preziosi di uso quotidiano, due ceramiche apule datate 330‑310 a.C. e tre dipinti. L’allestimento valorizza la pluralità dei materiali — oro, corallo, pietre dure, vetro, micromosaico, gemme e materiali non convenzionali — e delle tecniche di lavorazione, dalla difficilissima granulazione etrusca a interpretazioni contemporanee, mostrando la capacità del gioiello di coniugare artigianalità e innovazione.

Il dialogo tra arte orafa e arti figurative accompagna il visitatore lungo tutto il percorso: pitture murali pompeiane ispirano maestri del corallo, mentre un busto marmoreo di Giove Serapide dei Musei Vaticani incontra una spilla in pietra lavica. Cammei in conchiglia richiamano gli intagli di Antonio Pichler e Valerio Belli, illustri protagonisti del Rinascimento vicentino, mentre pendenti e anelli rendono omaggio a capolavori architettonici come la villa palladiana “La Rotonda”.

Due sezioni speciali completano l’esposizione. La prima, “Vicenza. Tra Antico e Moderno”, mette in luce opere che raccontano la tradizione orafa locale, tra cui una corona votiva d’oro con gemme e cammei, un anello e una crocetta longobarda, e un collare gemmato del 1604 offerto dalla nobile famiglia Caldogno. La seconda, “Gioiello d’Artista – Gioiello d’Autore”, esplora le contaminazioni tra arte contemporanea e gioielleria, dai futuristi italiani alle sperimentazioni della Scuola di Padova e delle Marche, attraverso schizzi, disegni e prototipi che documentano il processo creativo dal progetto al manufatto.

Museo del Gioiello di Vicenza
(Photo courtesy of Museo del Gioiello di Vicenza)

A completare il quadro, Michela Amenduni, direttrice gestionale del Museo del Gioiello, evidenzia come l’esposizione rappresenti «una delle più alte espressioni del Made in Italy, unendo tradizione e innovazione, memoria e contemporaneità. Attraverso le opere e le tecniche della nuova esposizione, grazie alle collaborazioni con prestigiose istituzioni culturali, musei e fondazioni attivate con lungimiranza da Paola Venturelli, riusciamo a rappresentare la ricchezza culturale e simbolica del gioiello. Vogliamo che sia un Museo accessibile a tutti, aperto al dialogo con il territorio e con designer, artigiani, aziende, studiosi e appassionati di tutte le età».

Allestita nella storica Basilica Palladiana, patrimonio dell’ UNESCO, la mostra conferma il ruolo del Museo del Gioiello come primo spazio permanente in Italia dedicato esclusivamente all’arte orafa. Con questa esposizione, Vicenza si propone come punto di riferimento per la valorizzazione della tradizione orafa, unendo memoria storica, eccellenza artigianale e creatività contemporanea, in un dialogo tra passato e presente che continuerà a incantare il pubblico fino al 2027.

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