Provocatrice per vocazione, Elsa Schiaparelli è stata la protagonista della moda internazionale degli anni ‘30. Fu definita da Coco Chanel “l’artista che fa vestiti”.
La rivalità tra le due designer è stata anche alimentata dalle loro personalità contrastanti: Schiaparelli era eccentrica e vivace, mentre Chanel era nota per la sua riservatezza e sobrietà. Le rivoluzionarie creazioni di Elsa Schiaparelli nell’alta moda hanno influenzato generazioni di designer, da Yves Saint Laurent a Dolce & Gabbana. Elsa Schiaparelli vide i suoi natali a Roma il 10 settembre 1890, da una famiglia di intellettuali piemontesi: suo padre era un orientalista, traduttore di opere di poeti e scrittori arabi, sua madre apparteneva all’aristocrazia napoletana, mentre suo cugino Ernesto Schiaparelli fu il fondatore del Museo Egizio di Torino. Dopo aver trascorso l’infanzia a Roma, nel 1913, durante un viaggio in Inghilterra, conobbe a Londra il conte Wilhelm de Wendt de Kerlor che l’anno successivo divenne suo marito. Dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la coppia si trasferì a Nizza, per poi imbarcarsi con destinazione New York.

Tra i passeggeri della nave c’era Gabrielle Picabia, moglie di Franco Picabia, tra i protagonisti dell’avanguardia dadaista. Tra le due nacque presto una grande amicizia e Gabrielle la introdusse in quel circolo di avanguardia di cui facevano parte Marcel Duchamp e Man Ray.

Separatasi dal marito nel 1922, si trasferì a Parigi, dove nel 1927 fondò la Maison Schiaparelli. A Parigi conobbe Paul Poiret e cominciò ad avvicinarsi al mondo del fashion. Risalgono a quegli anni il suo debutto come designer internazionale e le sue collezioni in collaborazione con artisti come Jean Coucteau, Christian Bérard, Leonor Fini e Salvador Dalì.


Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, si trasferì negli Stati Uniti dove rimase fino al 1945, ma successivamente ritornò a Parigi dove continuò a gestire il suo atelier fino al 1954, frequentato dai migliori talenti della moda, come Pierre Cardin e Hubert de Givenchy. Elsa Schiaparelli morì a Parigi il 13 novembre 1973, all’età di 83 anni.
Inizialmente disegnò alta gioielleria, per poi creare pezzi di bigiotteria destinati a completare i suoi capi couture.

I suoi bijoux, creati in collaborazione con Jean Schlumberger e artisti come Elsa Triolet e Jean Clement, erano estrosi e stravaganti, opere preziose surreali frutto di una grande libertà immaginativa. Oro, platino, pietre preziose, come diamanti, rubini, zaffìri, smeraldi, acquemarine, topazi, perle, coralli e vari materiali nobili si combinavano per formare scarafaggi, libellule, cuori, labbra, occhi, oltre a motivi vegetali, simboli, forme religiose, mitologiche e antropomorfiche. Le sue creazioni rivelano l’influsso del movimento surrealista: i suoi gioielli erano spesso di dimensioni impressionanti, provocatori nell’iconografia e a tema astratto o floreale.

Tra le creazioni di Schiaparelli si segnala la Collezione “Pagan”, che presentava temi e motivi tratti dalla natura: fiori, foglie e persino insetti.
Uno dei suoi modelli surrealisti più noti era una collana rodoide (una plastica trasparente di nuova concezione) del 1938 tempestata di insetti metallici colorati che davano l’illusione che gli insetti strisciassero direttamente sulla pelle di chi la indossava.

Oggi molte delle creazioni di Elsa Schiaparelli sono conservate nelle collezioni dei più importanti musei del mondo, come il Metropolitan Museum of Art di New York e il Victoria and Albert Museum di Londra.

Articolo di Danila Jacazzi, pubblicato su Alkimiya Magazine nr. 2 – Inverno/Primavera 2024.
















