Dal 7 al 10 maggio 2026 Ginevra torna a ospitare GemGenève, giunta alla sua decima edizione. Quest’anno la fiera svizzera si fa portavoce di un’inversione di rotta inaspettata: al rigore della perfezione millimetrica si sostituisce un profondo amore per l’imperfezione. Il programma rivela una crescente nostalgia per i tagli d’epoca e una sorprendente attenzione per i diamanti inclusi, segnando un netto distacco dagli standard industriali a favore di un’estetica più autentica, carica di storia e carattere.
Brillantezza vs. imperfezioni: il caso del taglio cabochon

Il termine cabochon viene dal francese “caboche”, ovvero “testa”. Indica un taglio caratterizzato da una base piatta e una calotta arrotondata: un richiamo diretto alla sua forma iconica.
Questo stile rimane un’eccezione nel mondo dei diamanti. Se di norma la lavorazione avviene con l’obiettivo di esaltare la lucentezza della pietra, il cabochon inverte la rotta: l’attenzione si sposta sulle inclusioni e sulla texture dei diamanti grigi, neri e lattiginosi, valorizzando le caratteristiche uniche di ogni pezzo.
Assecondando la crescita nella richiesta per questo taglio, i rivenditori di Dynamic International ne hanno fatto uno dei loro cavalli di battaglia. Proprio in occasione di GemGenève 10, il pubblico potrà ammirare il più grande diamante cabochon mai tagliato: una pietra da ben 12 carati.
Le strade della nostalgia: la riscoperta dei tagli antichi

Ma non è solo il taglio cabochon a vivere una nuova stagione. Recentemente, le geometrie inusuali hanno riconquistato notorietà grazie soprattutto ai social media, che hanno avuto il merito di democratizzare informazioni un tempo riservate a una nicchia di esperti, rendendole accessibili a un pubblico vasto e curioso.
Ne è prova l’aumento della richiesta per i diamanti a goccia, asimmetrici e ottagonali. Randy Poli, proprietario di Poli Trading, insieme ai rivenditori di Glittering Gems, conferma di aver notato un incremento d’interesse anche per le lavorazioni “vecchia miniera” e rose cut.
Il fulcro di questa inversione di rotta è la centralità dell’individualità rispetto alla passata ricerca di uniformità. A guidare il cambiamento sono le nuove generazioni di acquirenti, che prediligono gioielli impregnati di personalità e carichi di un vissuto storico. Le irregolarità dei tagli antichi non sono più viste come limiti, ma come tratti che rendono la pietra unica e ne sottolineano la profonda indole artigianale.
Conquistano il centro della scena anche diamanti dai tagli piatti e allungati, ispirati agli stili dell’antico Impero Moghul e dell’epoca georgiana. Sono proprio le proporzioni inusuali di queste pietre, unite a una brillantezza tenue, a offrire ai designer nuove ed inesplorate opportunità stilistiche.
Manodopera contemporanea e rispetto della tradizione: l’alternativa sta nei tagli vintage?

Sul mercato attuale coesistono diverse tipologie di lavorazione. Molte di queste traggono ispirazione dalle tecniche storiche e vengono definite “tagli vintage”: si tratta di diamanti moderni faccettati rigorosamente a mano, seguendo i medesimi procedimenti utilizzati per i loro predecessori.
L’azienda Glittering Gems, sin dagli anni Ottanta, ha avuto la lungimiranza di specializzarsi in questa nicchia. I tagli di natura genuinamente antica sono infatti sempre più difficili da reperire: spesso le pietre d’epoca vengono sottoposte a una nuova faccettatura per adattarsi agli standard di brillantezza contemporanei. È proprio a causa di questa scarsità di pezzi autentici che l’attrattiva dei tagli antichi è decollata, conquistando collezionisti e investitori che vedono nel gioiello non solo il valore artistico, ma anche quello finanziario.
L’estetica del “Sale e Pepe”: l’elogio dell’imperfezione

Un altro indicatore della profonda evoluzione delle tendenze è la popolarità dei diamanti “sale e pepe”. Si tratta di pietre dalle sfumature bianche, grigie e nere che affascinano per le loro inclusioni naturali, ribaltando il classico concetto di purezza. Per anni sono stati definiti “non conformi” dagli standard rigidi dell’industria, ma oggi sono al centro di un rinnovato interesse grazie al loro carattere autentico e al loro ethos crudo.
L’effetto screziato creato dalle inclusioni è diventato un elemento distintivo molto ricercato, specialmente nella gioielleria unisex, poiché capace di conquistare sia il pubblico maschile che quello femminile. Con prezzi più accessibili rispetto ai diamanti bianchi tradizionali, queste pietre incarnano perfettamente la nuova filosofia del settore: la celebrazione della singolarità rispetto alla norma e la bellezza nell’imperfezione.















