Dal 5 dicembre 2024 al 25 febbraio 2025, la Babs Art Gallery di Milano dedica una mostra a Grazia Varisco, figura significativa dell’arte cinetica e programmata. L’esposizione, intitolata “A Nodo Mio”, propone una selezione di gioielli-scultura che uniscono design e arte in una sintesi tra pensiero e forma. La mostra è accompagnata da un catalogo a cura della storica dell’arte Paola Stroppiana, che esplora le connessioni tra i gioielli e il più ampio percorso artistico di Grazia Varisco.

Questa collezione, composta da una dozzina di opere tra prototipi storici e creazioni contemporanee, offre uno spaccato sull’approccio di Varisco al gioiello come forma d’arte. L’artista, che negli anni Ottanta aveva sperimentato per la prima volta con questa modalità espressiva, presenta ora al pubblico pezzi inediti, alcuni conservati fino a oggi nel suo archivio, altri realizzati appositamente per la mostra.


I gioielli-scultura: il linguaggio di Grazia Varisco

I lavori esposti raccontano il rigore concettuale che caratterizza l’intera produzione artistica di Grazia Varisco, dove spazio, tempo, forma e pensiero dialogano tra loro. I materiali scelti – dall’oro e argento all’alluminio e rutenio – riflettono un’attenzione alla sperimentazione e al superamento delle convenzioni, mantenendo sempre un equilibrio tra estetica e funzionalità.

La serie di gioielli che dà il titolo alla mostra, “A Nodo Mio” (2022–2024), è composta da due collane in argento e due orecchini in oro (realizzati in edizioni limitate di nove pezzi ciascuno). Le opere sono caratterizzate da superfici piegate e alternate che creano un effetto di sospensione e leggerezza. Il risultato richiama lavori scultorei dell’artista, come le Meridiane (1974), dimostrando una continuità di pensiero e forma.
Tra le opere in mostra si trovano anche:

- “Penta” (2024), una collana in argento satinato dalle geometrie essenziali e rigorose;


- “Plié demi-plié” (2024), orecchini e collana che omaggiano la danza, ispirati ai Gnomoni (1975–1982);

- “Tre più tre” (2024), una collana in argento e brillanti che richiama la serie delle Extrapagine (1974–1982).
Questi gioielli trasformano elementi bidimensionali in strutture tridimensionali dinamiche, catturando lo sguardo con il loro movimento e con un gioco di riflessi che li rende vivi e cangianti.
Il processo creativo di Grazia Varisco
Grazia Varisco ha sempre basato la sua pratica artistica sulla stretta relazione tra progettazione e manualità, un approccio che ritroviamo anche nella produzione di gioielli. L’artista sottolinea l’importanza del tatto, definendolo un senso essenziale non solo per chi indossa le sue creazioni, ma anche per chi osserva le sue opere scultoree.

I suoi progetti nascono da una combinazione di pensiero razionale e sperimentazione manuale: «l’ispirazione nasce dal fare con le mani, l’approccio progettuale si fa gestuale, manuale e materico. Il pensiero certamente vince e determina tutti gli sviluppi, ma è il fare che permette l’elaborazione. Il tatto è un senso fondamentale, ho sempre invitato lo spettatore a “toccare” le opere con le mani».
Dal 2018, la Babs Art Gallery, fondata da Barbara Lo Bianco, si dedica alla promozione del gioiello d’artista, collaborando con autori contemporanei per creare pezzi unici e in edizioni limitate. Il gioiello qui è inteso come una piccola scultura da indossare, capace di unire arte e design.
La mostra di Grazia Varisco si inserisce in questa visione, che mira a valorizzare il gioiello come forma d’arte autonoma.
















