Con i progressi nella tecnologia e nella scienza dei materiali, il gioiello si è evoluto dall’essere un prezioso ornamento fino ad assumere ruoli sfaccettati, che vanno oltre il design estetico, per veicolare valori sociali e culturali oltre la funzione puramente ornamentale.

Per esplorare il complesso intreccio tra gioielli e tecnologia presentiamo “Quietude”, una collezione di gioielli interattivi per persone sorde che comunicano i valori dell’inclusione e dell’espressione di sé utilizzando estetica, forma e materiali propri del gioiello in combinazione con tecnologie digitali.

La collezione comprende collane, ciascuna delle quali segnala a chi la indossa suoni di interesse (ad esempio un allarme, un clacson, un’ambulanza, un cane che abbaia, qualcuno che chiama per nome la persona) attraverso comportamenti distinti: luce dinamica, vibrazione e un sottile cambiamento di forma che coinvolge micro- movimenti dei moduli che compongono il gioiello.
Il design ha tratto ispirazione da una metafora intrigante emersa durante un workshop di co-design con persone sorde, in cui una partecipante ha paragonato la sordità alla sensazione di essere “sott’acqua”, descrivendola come la percezione del suono ovattato.

Guidata da questa metafora, la suite di gioielli si è ispirata al regno sottomarino, presentando collane composte di moduli che ricordano le conchiglie dei ricci di mare. La palette dei colori utilizzata riflette le immagini della sabbia, degli oceani profondi e del corallo.

Realizzati come strutture modulari, i gioielli consentono a chi li indossa di assemblare configurazioni personalizzate. I moduli sono realizzati utilizzando ecopelle tagliata al laser e feltro sotto forma di petali di tessuto che vengono meticolosamente piegati e cuciti per comporre una forma a conchiglia. Realizzati artigianalmente, i moduli sono cuciti a mano evitando l’uso di colle o adesivi, e le stringhe che legano i moduli tra loro sono riciclate da connettori di computer obsoleti e dismessi. Vari moduli ospitano schede elettroniche e sensori, come la scheda di comunicazione Bluetooth e il microfono, mentre altri incorporano attuatori come LED a luce calda, servomotori e motori a vibrazione. Alcuni moduli hanno uno scopo puramente estetico. Questa configurazione modulare facilita la creazione di diversi gioielli, tra cui collane, bracciali, spille e altro ancora.

Le collane dotate di luce e vibrazione mostrano comportamenti distintivi. Invece di utilizzare schemi di accensione-spegnimento o lampeggianti di tipo on/off, è stato adottato un vocabolario più ricco e sfumato che utilizza schemi di luce e vibrazione che ricalcano lo spettrogramma dei suoni in arrivo. Nel caso della collana che cambia forma, invece, i micromovimenti vengono eseguiti in risposta a suoni esterni. Infatti gli attuatori all’interno dei moduli sono strettamente legati all’intensità e all’ampiezza dei suoni in arrivo, facendoli piegare verso il centro inferiore del modulo.

La coordinazione di micromovimenti tra i petali dei vari moduli genera un movimento sincronizzato ed espressivo nell’intera struttura.
Il sistema di gioielli è collegato ad un’app per smartphone, che consente di personalizzare il riconoscimento di suoni in entrata e la trasformazione delle caratteristiche cinetiche e dei cambiamenti di forma dei moduli in uscita. La comunicazione tra i gioielli e lo smartphone avviene tramite Bluetooth. Trasformare l’idea tradizionale di apparecchio acustico in gioiello ha l’obiettivo di stimolare una riflessione sul concetto di diversità e di favorire un cambiamento culturale e di atteggiamento verso la disabilità. Ciò implica rivalutare la continua interconnessione tra disabilità e abilità, e l’abbandono di un approccio utilitaristico alla progettazione di dispositivi di assistenza attualmente influenzati da un modello medico della disabilità che ignora il valore dell’estetica e della declinazione di genere nel design di dispositivi assistivi. Il gioiello può così diventare un veicolo di esplorazione etica, estetica e culturale del supporto protesico attraverso l’uso di tecnologie digitali.

La collezione di gioielli è stata sviluppata presso il Fab Lab dell’Università di Siena da un team multidisciplinare in collaborazione con T4All s.r.l. che ha sviluppato l’app e Mason Perkins Deafness Fund Onlus che ha facilitato i contatti con la comunità dei non udenti.

Articolo di Patrizia Marti, pubblicato su Alkimiya Magazine nr. 2 – Inverno/Primavera 2024.















