Nel 2001 Massimo Pica Ciamarra, noto architetto contemporaneo impegnato su tematiche eco-ambientali, si cimentò in un progetto da realizzare nella zona industriale di Marcianise una struttura dal design unico, il Centro Orafo Oromare. Ma, al di là dell’indubbio impatto architettonico, quel centro era destinato a recitare un ruolo chiave nella ristrutturazione della mappa delle attività orafe della Campania e, da lì a poco, sarebbe diventato un grande incubatore di attività produttive dell’oreficeria e gioielleria Made in Italy.

Centro Oromare, Planimetria e sezioni Progetto dell’Architetto Massimo Pica Ciamarra, 2001.
Centro Oromare, Planimetria e sezioni Progetto dell’Architetto Massimo Pica Ciamarra, 2001. (Photo Courtesy of Centro Oromare)

La scena che si apre gli occhi del visitatore evoca da subito un ambiente di largo respiro e di condivisione. Semicircolare, con i caratteristici mattoni che fanno da rivestimento alle strutture, una piazza centrale nella quale si dispiegano ampi spazi che si sviluppano su un’area di 69mila m², racchiuse tra due corpi che evocano due grandi parentesi, vi sono insediate oltre 200 aziende qualificate non solo nella lavorazione orafa, ma anche in quella di coralli e cammei. Vi sono circa 650 addetti in totale e 394 moduli/laboratori, con numeri in costante crescita.

Centro Oromare, Plastico Progetto dell’Architetto Massimo Pica Ciamarra, 2001
Centro Oromare, Plastico Progetto dell’Architetto Massimo Pica Ciamarra, 2001. (Photo Courtesy of Centro Oromare)

Cos’è Oromare? Certo, non è assolutamente un condominio. È un hub, un catalizzatore, un ambiente che alla tradizione affianca l’innovazione di prodotti e di processi. Nasce dall’idea di alcuni imprenditori del settore del gioiello e si configura oggi come un asset strategico per il Made in Italy. È parte integrante del distretto orafo campano, il quarto polo italiano, che nel suo insieme impiega più di 2000 imprese tra Napoli, Marcianise e Torre del Greco.

Oromare proietta verso il futuro, nelle sue moderne strutture-laboratori, una tradizione che trae origini dal tempo di Federico II di Svevia (1194-1250) e dalla fondazione della prima corporazione orafa napoletana con Giovanna d’Angiò, quando la Napoli del ‘400 con la nuova corte dilata i suoi confini e diventa una capitale di livello europeo.

La sfida di Oromare si richiama alla stessa spinta che nei secoli più volte gli orafi napoletani hanno saputo imprimere alle loro produzioni. Nel suo ambiente altamente moderno e dinamico, la Campania dell’oro e del corallo trova qui la sua leva competitiva per affrontare il mercato internazionale con un nuovo modo di “fare impresa”.

Seppure diverse per tipologia e ciascuna con le proprie caratteristiche, le aziende di Oromare costituiscono un insieme coordinato, intrigante per varietà.

 Centro Oromare, Plastico Progetto dell’Architetto Massimo Pica Ciamarra, 2001
Centro Oromare, Plastico Progetto dell’Architetto Massimo Pica Ciamarra, 2001. (Photo Courtesy of Centro Oromare)

Chi entra nel Centro percepisce il legame d’un filo comune, fatto da competenze cementate da una grande passione per il lavoro e per la ricerca di soluzioni all’avanguardia.
Lavorare ad Oromare non è una routine. È una vera e propria esperienza fatta di incontri e di storie di successo, di rete di connessioni, un network in cui si integrano in modo creativo le abilità di esperti maestri orafi, artigiani, designer, incisori e tagliatori di cammei, gemmologi, servizi di trasporto e di logistica, progettazione e prototipazione, servizi di marketing e comunicazione.

Centro Oromare, Plastico Progetto dell’Architetto Massimo Pica Ciamarra, 2001
Centro Oromare, Plastico Progetto dell’Architetto Massimo Pica Ciamarra, 2001. (Photo Courtesy of Centro Oromare)

La produzione si arricchisce sempre di contenuti che sono prima di tutto l’espressione entusiasta di una robusta cultura artigianale dove si lavora in modo originale ed attento alle finiture. Produzione, distribuzione, corsi di formazione, seminari e convegni. Oromare è un luogo di tutela dei saperi tradizionali che si contaminano con le competenze più avanzate, per insieme concorrere alla divulgazione del “bello e ben fatto”. Qui design, progettazione e produzione sono il sigillo identificatore dei prodotti di eccellenza del Made in Italy nel mondo. Tra i tanti si citano due fatti concreti. In primo luogo il Centro, lo scorso maggio, ha ospitato e organizzato, con il patrocinio di Federitaly e dell’Università degli Studi della Campania, un importante convegno, “Il Made in Italy: un etichetta, un marchio, una cultura”. In secondo luogo, attraverso la scelta di diventare main sponsor del progetto Alkimiya, Oromare supporta le professionalità emergenti che dedicano le proprie energie allo sviluppo di un magazine tutto dedicato al design del gioiello. È un modo per accedere, formare ed introdurre nel mercato del lavoro le menti creative di giovani tirocinanti o laureandi di Università scelte, coadiuvate da professionisti del settore della comunicazione.

Centro Oromare, vista dall’alto
Centro Oromare, vista dall’alto. (Photo Courtesy of Centro Oromare)

Articolo pubblicato su Alkimiya Magazine nr. 1 – Estate 2023.

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