Essere consapevoli, essere singolari, essere inclusivi, ben-essere.
Queste le parole chiave che individuano il progetto di tesi F.O.M.U. Fashion of Mindfulness Unique di Martina Russo Spena.
Una capsule di gioielli dalla cultura progettuale fortemente identitaria che, andando ad indagare la fisionomia e le relative espressioni facciali, si svincola completamente dalla mera funzione ornamentale legata dunque all’abito, per fare spazio ad una serie di riflessioni sensibili.
Un’audace riconsiderazione non solo del concetto di gioiello, ma del modo stesso di adornarsi.

Da oggetto di design quale è, il gioiello oggi più che mai è in grado di agire in maniera concreta ed efficace nella risoluzione di bisogni centrati sull’uomo e la sua sfera sociale. SMAD (Social Media Anxiety Disorder) e MINDFULNESS (Consapevolezza del Sé) sono gli ambiti di ricerca che Martina Russo Spena esplora, giungendo alla prototipazione di prodotti-gioiello che pongono l’attenzione sul fascino dell’imperfezione espressiva e dunque dell’unicità in quanto singolarità.

Pur mantenendo vivo il legame con la tradizione orafa d’eccellenza Made in Italy, il progetto di tesi guarda al futuro e, superando i limiti del consumismo del mercato, va ad esplorare invece la sfera intima legata a ciò che permette all’essere umano di distinguersi: l’espressione del sé e delle proprie emozioni.

Nell’accezione di “oggetti sostitutori”, come definiti da Renato De Fusco e Antonio D’Auria, i gioielli, essendo a contatto con il corpo umano al grado zero, risultano essere estremamente vicini all’uomo e alla sua percezione sensoriale. Rappresentano pertanto un complesso e articolato codice di comunicazione dove una moltitudine di segni si associa ad altrettanti infiniti significati.

Articolo di Carmela Barbato, pubblicato su Alkimiya Magazine nr. 2 – Inverno/Primavera 2024.


















