Fluidità e simultaneità sono la nuova chiave di lettura dell’azione progettuale contemporanea e il gioiello di ricerca di Adriana Del Duca si inserisce in questo contesto a pieno titolo con caratteristiche quali anticonformismo, mutamento e interazione.
Di origine italo-venezuelana, la designer cresce nel ricco e stimolante ambiente artistico-culturale di Caracas, sua città natale, dove oltre a frequentare il corso di laurea in Scienze della Comunicazione inizia a plasmare la sua identità tra le innumerevoli opere contemporanee dell’arte cinetica e ottica, di cui i venezuelani sono grandi precursori: Alejandro Otero, Jesús Soto e Carlos Cruz Diez. Ma è in Italia, con un cambiamento radicale di vita, che in aggiunta a quelli artistici, Adriana coltiva interessi “trasversali”: la scuola di teatro Paolo Grassi di Milano diventa il fulcro di scoperta e sperimentazione della sua indole creativa, dove come lei stessa afferma “ha acquisito la capacità di concedersi alla creatività in maniera assoluta e pura”.

Il trasferimento a Napoli nel 1995 segna l’approdo definitivo al percorso artistico del gioiello d’autore. Genos, gioielleria contemporanea, nasce nel 2014 e rappresenta per Adriana Del Duca il modo per integrare la tradizione con nuovi linguaggi. Una gioielleria non proprio convenzionale dove concetti geometrici e tridimensionali, con l’impiego di argento e bronzo, fanno da traino alle prime collezioni: Genesis, Gemme, Aquiloni e Where are you?

Ad un’indagine estetico-formale, pura, rigorosa e assoluta, si affianca una ricerca concettuale fortemente legata alle tematiche di stabilità e mutamento in relazione alla materia e alla luce.
Transparencia è la collezione che segna il percorso verso la vera sperimentazione: la trasparenza quale punto di partenza sviluppa i concetti dell’optical art relativi al movimento e alla spazialità. Il plexiglass talvolta accompagnato da bronzo, argento e ottone dà forma a sezioni di sagome che, disposte in maniera seriale, danno effetti ottici di volumetrica scenografica.

Quello di Adriana Del Duca è un linguaggio basato sul carattere interattivo dell’ornamento: il corpo e i suoi movimenti giocano un ruolo fondamentale affinché si possa instaurare un codice di trasmissione e comunicazione tra gli attori coinvolti (prodotto, progettista, fruitore, osservatore) accentuando il concetto di instabilità che anima i gioielli.

Lo stesso codice si ritrova nella collezione Kinetic Paper dove è la scelta del non colore, ovvero bianco e nero, a dare ritmo ottico poiché introduce i concetti del pieno e del vuoto.
Infinite Homes, una delle sue più recenti collezioni, esprime il carattere evolutivo e sperimentale, tipico della società contemporanea, attraverso la contaminazione di due linguaggi: forma e narrazione. Strutture esili, leggere, ma solide di planimetrie reali o immaginate, sovrastate da piccoli elementi talvolta lucidi.

Oggi il digitale ed il fare a mano sono due mondi solo apparentemente agli antipodi ed interagiscono con obiettivi comuni di sostenibilità e inclusione. Adriana Del Duca è tra quelli che considerano l’artigianalità, il piacere di imprimere una traccia poetica ad un prodotto, il plusvalore che rende il made in Italy amato in tutto il mondo.

«Io potrei eseguire tutte le fasi, dalla progettazione alla produzione in digitale. Però penso che sia un valore aggiunto dedicare del tempo ad un processo manuale, che riguarda la sfera sensibile, poetica e narrativa del gioiello. È una questione di scelte, se si vuole avere il piacere di costruire il gioiello con le mani oppure delegare tutto alla tecnologia, sotto la propria guida ovviamente».

La tecnologia è oggi in grado di eseguire perfettamente ciò che noi decidiamo, ciò nonostante le mani, e l’emozione che passa loro attraverso, rimangono i mezzi più adeguati per conoscere e plasmare la materia.
Adriana Del Duca è membro dell’AGC Italy, Precious Collective e KOK Collettivo orafo contemporaneo. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e premi, e i suoi lavori sono esposti in gallerie internazionali.

Articolo pubblicato su Alkimiya Magazine nr. 2 – Inverno/Primavera 2024.















