Il laboratorio di gemmologia LabiGem di Vicenza ha recentemente organizzato la cerimonia di premiazione del concorso nazionale di design “Il Gioiello del Faraone”, promosso in occasione del centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon. L’evento si è tenuto lo scorso lunedì 22 gennaio 2024, presso l’Educational Hub di Vicenzaoro, la principale manifestazione internazionale dedicata all’oreficeria e alla gioielleria, promossa da Italian Exhibition Group (IEG).

Premiazione del concorso “Il Gioiello del Faraone"
Premiazione del concorso “Il Gioiello del Faraone”. (Photo courtesy of Labigem)

Il concorso ha coinvolto giovani talenti under 35, suddivisi nelle categorie “Young Talents” e “Very Young Talents”, provenienti da varie istituzioni educative. Il tema del concorso era incentrato sulla progettazione di un gioiello contemporaneo ispirato al tesoro di Tutankhamon.

Il concorso “Il Gioiello del Faraone”
Il concorso “Il Gioiello del Faraone”. (Photo: Domenico Angelino)

Dei 125 lavori presentati, la commissione esaminatrice, composta da esperti in gemmologia, design del gioiello, oreficeria, egittologia e storia del gioiello, tra cui Barbara Uderzo (orafa e designer di gioielli), Daniela Salvato (orafa e designer di gioielli), Giulio Chiodi (gemmologo), Martina Terzoli (egittologa del Museo Egizio di Torino), Pia Antignani (gemmologa) e Simonetta Ciochetto (docente ed esperta di storia del gioiello), ha selezionato quattro vincitori per ciascuna categoria, per un totale di otto finalisti.

Intervento di Martina Terzoli durante la premiazione
Intervento di Martina Terzoli durante la premiazione. (Photo courtesy of Labigem)

I vincitori hanno avuto l’opportunità di vedere realizzati i loro progetti grazie alla collaborazione con importanti aziende e laboratori orafi del Veneto. Le loro creazioni sono state esposte nella sala adibita all’interno degli spazi espositivi della manifestazione durante la cerimonia di premiazione, in cui i partecipanti hanno potuto ammirare da vicino il talento creativo dei giovani designer e l’abilità artigianale delle realtà manifatturiere coinvolte.

Gli esperti del settore orafo che hanno collaborato con i giovani designer.
Gli esperti del settore orafo che hanno collaborato con i giovani designer. (Photo courtesy of Labigem)

Oltre all’attestato di merito, i vincitori hanno ricevuto in premio un ingresso gratuito per due persone al Museo del Gioiello di Vicenza e un esclusivo campione di vetro del deserto libico offerto dal Museo del Cielo e della Terra di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna. Inoltre, i primi classificati di entrambe le categorie hanno ricevuto un’agata proveniente dal Montana (USA) facente parte della prestigiosa collezione di gemme non trattate del laboratorio LabiGem.

I “Young Talents” del concorso
I “Young Talents” del concorso. (Photo courtesy of Labigem)

I vincitori della categoria “Young Talents”

Lal Dal Monte, primo classificato
Lal Dal Monte, primo classificato. (Photo courtesy of Labigem)
Visione: Tutanthot” di Lal Dal Monte, realizzato dall’azienda World Diamond Group
“Visione: Tutanthot” di Lal Dal Monte, realizzato dall’azienda World Diamond Group. (Photo courtesy of Labigem)

Il primo classificato per la categoria “Young Talents” è Lal Dal Monte, studente di design del gioiello presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Roma, con il progetto “Visione: Tutanthot” realizzato dall’azienda World Diamond Group di Vicenza.

Si tratta di una benda gioiello per l’occhio con un concept futuristico, realizzata in due esclusive versioni dall’azienda. Le due varianti sono caratterizzate dall’utilizzo di pregiata pelle di coccodrillo del Nilo, ottone placcato oro, diamanti neri e spinelli rossi. Nella prima variante, l’elemento centrale dell’occhio è costituito da un eccezionale pezzo di vetro del deserto libico sfaccettato, in omaggio al vetro del deserto libico presente in un pettorale appartenuto a Tutankhamon. Nella seconda versione, la benda si distingue grazie all’inserimento di una pregiata ossidiana al suo centro, conferendo all’intero gioiello un’eleganza distintiva e sofisticata.

Il progetto è stato sviluppato in CAD e successivamente stampato in 3D con stampante a cera, utilizzando la tecnica della microfusione a cera persa. La finitura manuale a banco delle superfici è stata applicata per ottenere una superficie liscia, uniforme e priva di difetti. Il taglio su misura delle pietre centrali delle due bende è stato magistralmente eseguito al fine di adattarsi alla perfezione alla montatura dell’occhio realizzata in ottone. Per incorniciare e far risaltare l’occhio di Horus, è stato inserito un pavé di spinelli rossi nella parte superiore della benda, mentre nella parte inferiore sono stati incassati a griffe dei diamanti neri.

Per migliorare l’aspetto estetico e la resistenza alla corrosione, il gioiello è stato sottoposto al processo di galvanica in oro, che coinvolge l’immersione degli oggetti in una soluzione elettrolitica. L’assemblaggio dei vari componenti è avvenuto con saldatura laser.

Vittoria Tassone, seconda classificata
Vittoria Tassone, seconda classificata. (Photo courtesy of Labigem)
“Mummified Gold Bracelet” di Vittoria Tassone, realizzato da Gabriela Rigamonti
“Mummified Gold Bracelet” di Vittoria Tassone, realizzato da Gabriela Rigamonti. (Photo courtesy of Labigem)

Al secondo posto troviamo Vittoria Tassone del Liceo Artistico Benvenuto Cellini di Valenza (AL) con il progetto “Mummified Gold Bracelet” realizzato da Gabriela Rigamonti di Vicenza.

È un bracciale rigido dal design imponente. Le sue fasce ondulate sovrapposte evocano le bende utilizzate per avvolgere la mummia di Tutankhamon. Tra queste fasce, si possono ammirare serpenti adornati da gemme e simboli magici egiziani, tra cui spicca la chiave ankh posizionata nella parte alta del bracciale. La chiave ankh, congiunta ad un anello a forma di occhio di Horus attraverso una catenella, aggiunge un tocco distintivo. Tutti questi dettagli richiamano gli amuleti inseriti tra le bende della mummia del celebre faraone-bambino Tutankhamon con lo scopo di assicurare protezione durante il suo viaggio verso l’aldilà. Il bracciale è stato realizzato in oro, onice e zirconie cubiche nei toni del rosso, verde e blu. Le gemme di colore aggiungono vivacità e fanno da contrasto alle fasce alternate in oro lucido e satinato, conferendo al gioiello un’eleganza dinamica. Il processo creativo ha avuto inizio ridisegnando a mano il progetto di Vittoria, il quale è stato successivamente digitalizzato tramite l’uso del CAD. La sua realizzazione è stata resa possibile grazie alle tecniche del taglio laser e della microfusione, che hanno assicurato una definizione impeccabile nei dettagli. L’utilizzo della saldatura laser ha permesso un assemblaggio accurato di ogni componente. Dopo l’incastonatura delle pietre, il bracciale è stato sottoposto a un trattamento galvanico in oro, conferendo così omogeneità cromatica e una lucentezza straordinaria all’intero manufatto.

Isacco Facchin, terzo classificato
Isacco Facchin, terzo classificato. (Photo courtesy of Labigem)
“Specchio del Nilo” di Isacco Facchin, realizzato da Paigem
“Specchio del Nilo” di Isacco Facchin, realizzato da Paigem. (Photo courtesy of Labigem)

Isacco Facchin, studente del corso di Digital Jewellery Design presso l’ITS COSMO (Gold Academy Vicenza 1858 di Vicenza), si posiziona al terzo posto con il progetto “Specchio del Nilo” realizzato dal’azienda Paigem di Vicenza.

È un bracciale rigido alla schiava progettato per collocarsi sopra il bicipite, con molti richiami ai gioielli-amuleti del tesoro di Tutankhamon, ma caratterizzato da un design più moderno nel suo stile complessivo. Il fulcro del progetto è uno scarabeo alato che regge due dischi tra le zampe, simboleggiando la dualità e l’equilibrio, concetti chiave nella cultura egizia. Le incisioni policrome ai lati del bracciale raffigurano il fiume Nilo con le sue piante e i suoi fiori illuminati dal sole, evocando un’immagine di terra ricca e prospera.

Il bracciale di Isacco è stato realizzato in oro giallo, il quale si combina alla perfezione con l’eleganza delle pietre naturali impiegate, quali lapislazzuli, onice e calcedoni blu. Grazie all’applicazione abile di vernice e smalti policromi, è stato possibile ricreare con precisione ogni dettaglio decorativo del progetto. Quest’ultimo è stato realizzato in 3D e successivamente stampato in cera con relativa microfusione. La superfice liscia del gioiello è stata garantita dalla carteggiatura manuale con finitura in bornitura, un metodo di lucidatura dei metalli utilizzato sin dall’antichità.

Alex Ruffato, quarto classificato
Alex Ruffato, quarto classificato. (Photo courtesy of Labigem)
“Meus Aegyptius Cristam” di Alex Ruffato, realizzato da Metallo Nobile – Laboratorio Orafo
“Meus Aegyptius Cristam” di Alex Ruffato, realizzato da Metallo Nobile – Laboratorio Orafo. (Photo courtesy of Labigem)

Il quarto classificato è Alex Ruffato, studente del Liceo Artistico Pietro Selvatico di Padova, con il progetto “Meus Aegyptius Cristam” realizzato da Metallo Nobile – Laboratorio Orafo di Montebelluna (TV).

Si tratta di una spilla-pettine a forma di scarabeo alato, ispirata a un pettorale rinvenuto nella tomba di Tutankhamon. Lo scarabeo centrale con le sue linee geometriche è un elemento decorativo di straordinaria bellezza e profondo significato. Le ali dello scarabeo sono uniche nel loro genere: da un lato presentano una texture che evoca le dune del deserto, mentre dall’altro sono composte da elementi triangolari che svolgono la funzione di pettine. L’effetto dinamico creato dai triangoli simboleggia il passare del tempo tra l’antico Egitto e il presente. Inoltre, la superficie spazzolata è stata pensata per riflettere la luce in modo suggestivo, richiamando il sole che si riflette sulle dune del deserto egiziano. Il piccolo rubino inserito nella spilla simboleggia il luogo esatto in cui è stata scoperta la tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re in Egitto, evocando l’entusiasmo legato a questa significativa scoperta archeologica e la meraviglia che circonda la storia del giovane faraone.

La spilla è stata realizzata in argento placcato oro utilizzato tecniche orafe tradizionali. Per il corpo dello scarabeo è stato utilizzato del lapislazzuli tagliato su misura per l’intarsio. Grazie alla tecnica della fusione in osso di seppia, è stato possibile ricreare la forma con la suggestiva texture simile alle dune del deserto sull’ala destra dello scarabeo, dove è presente anche il piccolo rubino previsto dal progetto. Tutta la struttura del progetto è stata infine assemblata a mano libera tramite saldobrasatura di lastra con finitura lucida e parziale satinatura.

I gioielli della categoria “Young Talents
I gioielli della categoria “Young Talents”. (Photo: Domenico Angelino)

I vincitori della categoria “Very Young Talents”

Steve Antonio Cavazza, primo classificato
Steve Antonio Cavazza, primo classificato. (Photo courtesy of Labigem)
“Scarabeo Splendente” di Steve Antonio Cavazza, realizzato da Gori Annalisa Gioielli
“Scarabeo Splendente” di Steve Antonio Cavazza, realizzato da Gori Annalisa Gioielli. (Photo courtesy of Labigem)

Il primo classificato della categoria “Very Young Talents” è Steve Antonio Cavazza della Scuola Media Ungaretti di Costabissara (VI) con il progetto “Scarabeo Splendente” realizzato da Gori Annalisa Gioielli di Vicenza.

Si tratta di una collana con un pendente a forma di scarabeo che sorregge un disco solare: simboli di rinascita e rigenerazione ricorrenti nei gioielli-amuleti del tesoro di Tutankhamon. Questi elementi sono stati reinterpretati con grande maestria, creando un design contemporaneo e accattivante. La collana è stata realizzata dall’azienda utilizzando pavé di nano turchese sintetico e pavé di zaffiro giallo, cercando di conferire al gioiello una combinazione di colore, lucentezza e modernità, rimanendo fedeli al disegno originale di Steve. L’abile tecnica di incastonatura a mano, soprattutto per il disco solare, è un dettaglio che rende questo gioiello ancora più speciale. Il giallo degli zaffiri dona una straordinaria luminosità.

Il pendente è stato progettato in 3D e realizzato tramite la tecnica della cera persa. Questo processo consente di ottenere una forma precisa e dettagliata. La collana è stata creata artigianalmente utilizzando la tecnica della canna vuota saldata e sagomata per adattarsi all’anatomia del collo, tagliata poi in più parti per creare dei moduli. La catena passante dona infine morbidezza e portabilità. Un’accurata lucidatura e finitura galvanica in rodio, rutenio e doratura completa il gioiello.

Riccardo Sardo, secondo classificato
Riccardo Sardo, secondo classificato. (Photo courtesy of Labigem)
“La Spilla del Sibilo dei Cobra” di Riccardo Sardo, realizzato da Modesi di Tagliaferro Fabiano
“La Spilla del Sibilo dei Cobra” di Riccardo Sardo, realizzato da Modesi di Tagliaferro Fabiano. (Photo courtesy of Labigem)

Al secondo posto, Riccardo Sardo della Scuola Media B. Bizio di Longare (VI) con il progetto “La Spilla del Sibilo dei Cobra” realizzato da Modesi di Tagliaferro Fabiano di Sovizzo (VI).

La spilla è ispirata a un motivo classico degli amuleti di Tutankhamon, raffigurante uno scarabeo alato con cobra reali ai lati e fiori di loto, sapientemente reinterpretato in stile liberty. Il gioiello è completamente realizzato in oro, arricchito da leggere tonalità verdi grazie ai piccoli smeraldi naturali.

Il disegno realizzato a mano dallo studente è stato ridisegnato in 3D e successivamente sono state modellate le superfici e sono stati creati i volumi necessari alla creazione delle forme. Le varie parti della spilla sono state suddivise in componenti distinte e, per garantire una rifinitura accurata del metallo, queste sono state dapprima prototipate in resina fondibile e poi replicate mediante la tecnica della fusione a cera persa, utilizzando oro giallo.

Successivamente, le varie componenti sono state rifinite nei minimi dettagli e assemblate attraverso saldatura a micro-fiamma. Una volta completata la spilla, questa è stata sottoposta a un’ulteriore fase di rifinitura e lucidatura a specchio. Gli smeraldi sono stati incastonati in un pavé nella parte superiore e fissati con griffe nella parte inferiore. I tre petali sopra il pavé sono stati decorati con incisioni realizzate con un bulino millerighe. Le foglioline sotto ai cobra sono state, invece, satinate tramite una fresa diamantata. Infine, la sabbiatura è stata applicata al metallo per conferire varie sfumature, aggiungendo dinamismo ed eleganza al design complessivo della spilla.

Elettra Brigo, terza classificata
Elettra Brigo, terza classificata. (Photo courtesy of Labigem)
“Nascosto dalla Sabbia” di Elettra Brigo, realizzato da Ghislieri Gioielli
“Nascosto dalla Sabbia” di Elettra Brigo, realizzato da Ghislieri Gioielli. (Photo courtesy of Labigem)

Elettra Brigo della Scuola Media G. Ambrosoli di Vicenza, con il progetto “Nascosto dalla Sabbia” realizzato da Ghislieri Gioielli by Gierre Srl di Vicenza, si aggiudica il terzo posto. Si tratta di un bracciale-collana con scarabeo e serpenti laterali, realizzato usando un cabochon di lapislazzuli appositamente sagomato, altri elementi forati di corallo e argento placcato oro.

Grazie all’utilizzo del software Rhinoceros, il progetto disegnato a mano da Elettra è stato ricreato in 3D e successivamente è stato stampato in resina fondibile. Tramite la tecnica della fusione a cera persa, il gioiello è stato poi realizzato in argento. Dopo le doverose lavorazioni di assemblaggio e incastonatura, il ciondolo è stato sottoposto a trattamento di doratura in galvanica.

Aurora Tonello, quarta classificata
Aurora Tonello, quarta classificata. (Photo courtesy of Labigem)
“Collare Egizio Policromo” di Aurora Tonello, realizzato da Luigi Barato – Smalti a fuoco
“Collare Egizio Policromo” di Aurora Tonello, realizzato da Luigi Barato – Smalti a fuoco. (Photo courtesy of Labigem)

Al quarto posto troviamo Aurora Tonello della Scuola Media O. Calderari di Vicenza, con il progetto “Collare Egizio Policromo” realizzato da Luigi Barato – Smalti a fuoco di Camisano Vicentino (VI). Si tratta di una collana rigida con vari elementi decorativi, tra cui spiccano scarabeo alato che sorregge un disco solare e due occhi di Horus.

Per la creazione della base rigida della collana, è stato impiegato ottone sbalzato a mano. Le varie decorazioni policrome, invece, sono state realizzate utilizzando una tecnica antica e affascinante, ossia quella degli smalti a fuoco. Questa tecnica è stata messa a punto applicando polveri colorate su una base metallica di rame, tramite uno strato di smalto trasparente. Successivamente, l’oggetto è stato cotto a temperature elevate in forno per creare una finitura durevole e brillante. Infine, alla collana sono state aggiunte delle catenelle in argento dorato.

I gioielli della categoria “Very Young Talents”
I gioielli della categoria “Very Young Talents”. (Photo: Domenico Angelino)

In aggiunta ai lavori dei vincitori sono stati presentati altri progetti di notevole rilievo, con menzioni speciali attribuite a partecipanti di entrambe le categorie. Per la categoria “Young Talents”, le menzioni speciali sono state assegnate ai progetti: “Des-eaux” di Fabrizia Maira; “Seal” di Annalisa Quaglia; “Kheperer” di Giulia Levra Levron; “The Kheperer Ring” di Matteo Filipponi; “Duatdoor” di Federico Cucchi.

Per la categoria “Very Young Talents”, le menzioni speciali sono state conferite ai progetti: “Collana Egizia” di Matilde Prosdocimi; “Bracciale Egizio” di Amanda Grisi; “Choker Egizio” di Rita Maragoni; “Anello Faraonico” di Veronika Kopinska. Tutti coloro menzionati hanno ricevuto un attestato di merito e un corindone non trattato proveniente dalla Tanzania, facente parte della preziosa collezione di gemme non trattate di LabiGem.

I partecipanti alla premiazione del concorso “Il Gioiello del Faraone”
I partecipanti alla premiazione del concorso “Il Gioiello del Faraone”. (Photo courtesy of Labigem)

Oltre alla celebrazione dell’importante anniversario della scoperta della tomba di Tutankhamon, il concorso ha contribuito a promuovere la cultura del gioiello tra le nuove generazioni e a facilitare il contatto tra le scuole e le aziende del settore orafo-gioielliero.

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