Il concorso “Il Gioiello del Faraone”, presentato lo scorso 23 gennaio a Vicenzaoro January 2023, è giunto al termine, annunciando al pubblico i vincitori delle due categorie scelte per il contest.
Il concorso è stato indetto dal laboratorio Labigem – Laboratorio Italiano di Gemmologia di Vicenza in occasione dei cento anni dalla scoperta della tomba del celebre faraone Tutankhamon, avvenuta nel novembre del 1922, nella Valle dei Re (Egitto), da parte dell’archeologo inglese Howard Carter (1874–1939).

Obiettivo e tema del concorso erano l’ideazione di un gioiello contemporaneo ispirato ai tesori di Tutankhamon e all’Egitto faraonico, in un perfetto equilibrio tra design, estetica, vestibilità e innovazione. Il concorso era aperto a tutti i giovani creativi italiani under 35, che rientravano in una delle seguenti categorie:
Categoria 1: Studenti di scuole secondarie di primo grado (pubbliche, private e paritarie);
Categoria 2: Studenti di scuole secondarie di secondo grado, accademie, corsi universitari, master e altre scuole equivalenti (pubblici, privati e paritari).
Il concorso ha dato libero spazio alla creatività dei giovani designer, i quali, ispirandosi alla storia e alla magnificenza del popolo egiziano, hanno presentato i loro progetti attraverso disegni, rappresentazioni 3D e tanto altro.
“Visione: Tutanthot”
Per la Categoria 2 “Young Talents”, la commissione esaminatrice ha decretato come vincitrice Lal Dal Monte, studente del Corso di Moda e Design del Gioiello presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Roma, con il suo progetto intitolato “Visione: Tutanthot”.

Si tratta di una benda-gioiello in pelle intrecciata, il cui elemento centrale è un occhio di Horus (o occhio udjat) in ottone placcato oro e un cristallo di rocca centrale con base piatta. Inoltre, è previsto un pavé di pietre a scelta tra granati rossi, diamanti neri e diamanti per incorniciare la pietra lucida e trasparente posta al centro della benda.
Il progetto riprende uno dei simboli più utilizzati in forma di amuleto nell’antico Egitto e rinvenuto in numerosi gioielli-amuleti del faraone Tutankhamon, per creare una benda-gioiello che rispecchia non solo le forme e la ricchezza dell’Egitto faraonico, ma anche il mondo contemporaneo, dove tutto diventa sempre più visual.
È un innovativo elemento di decoro per il volto, che permette a chi lo indossa di vedere oltre il visibile, spaziando tra passato, presente e futuro. A sottolineare questa voglia di connessione tra passato, presente e futuro è anche il titolo del progetto stesso, il quale nasce dalla fusione del nome del faraone Tutankhamon e quello della divinità egizia patrona del tempo Thot: da qui Tutanthot, che sopravvive al trascorrere del tempo.
Gli intrecci del pellame della benda rimandano all’innata abilità degli antichi egizi di intrecciare diversi materiali, come le foglie di papiro utilizzate per la fabbricazione di sandali.
“Scarabeo Splendente”
Per la Categoria 1 “Very Young Talents” la commissione esaminatrice ha premiato il miglior disegno di ognuna delle quattro scuole medie che hanno aderito all’iniziativa, decretando come vincitore del primo posto Steve Antonio Cavazza, classe 2^B della Scuola Media “Ungaretti” di Costabissara (VI), con il suo disegno dal titolo “Scarabeo Splendente”.

I primi classificati di ogni categoria vedranno realizzato il proprio progetto da parte di una ditta orafa partner del Concorso, con la possibilità che anche altri progetti vincitori possano essere realizzati.
Tutti i progetti dei vincitori saranno presentati durante la cerimonia di premiazione, che si svolgerà presso la fiera Vicenzaoro January il 22 gennaio 2024, dalle ore 14:30 alle ore 16.00, presso la sala 8.0.6. In tale occasione, i vincitori saranno invitati a ritirare il proprio attestato di merito e il campione esclusivo di vetro del deserto libico, la misteriosa gemma di origine meteoritica rinvenuta in uno dei pettorali di Tutankhamon, messo in palio dal Museo del Cielo e della Terra di San Giovanni in Persiceto (BO).
Gli otto vincitori, inoltre, riceveranno in regalo una visita gratuita per due persone al Museo del Gioiello di Vicenza, oltre alla visibilità e riconoscimento attraverso organi di stampa del settore e vari canali social, tra cui Alkimiya Mag.

















