«Voglio vivere felice in un mondo che non capisco», si legge nel suo sito. Oriente e Occidente, Italia e Iran, poli di due sistemi culturali che trovano un punto di incontro e si contaminano, non senza un effetto stravagante, in Sogand Nobahar, founder e designer del giovane brand di gioiello contemporaneo.
È una donna intraprendente e determinata, dall’animo multidisciplinare che spazia dal design alla fotografia.

Nel 2008 ha dato inizio, trasferendosi in Italia, al suo percorso di formazione e poi a quello professionale dando vita a un brand sostenibile e responsabile, design oriented, dove ad una progettazione e produzione esclusivamente digitali affianca una rifinitura con colorazione squisitamente naturale e artigianale.

Il significato etimologico del suo cognome, Nobahar – ovvero nuova primavera (e dunque, rinascita) – è anche il fulcro della sua ricerca: gioielli contemporanei di impronta fortemente concettuale e dal design assolutamente non convenzionale dove tradizione e ben fatto a mano dialogano con innovazione e processi digitali. La ricerca estetico-formale pone attenzione sul mix and match: colori contrastanti forti e vivi, simboli riconosciuti dall’immaginario collettivo e che celebrano la gioia e la vita in modo evocativo.

Ne è un esempio The rebirth of lotus, un bracciale in edizione limitata vincitore del Contest “Un gioiello per la vita”. Attraverso la morfologia del fiore di loto il gioiello diventa simbolo di rinascita, coraggio e speranza per le donne ancora vittime di violenza domestica.

La gioielleria nel paese di provenienza della designer è contraddistinta da valori culturali molto legati alla tradizione, ma il posto in cui s’è poi trasferita è un paese simbolo della gioielleria fine. Ne viene fuori una combinazione vincente che rende i gioielli Nobahar design Milano altamente identitari: una cultura rintracciabile non nelle singole parti, ma nell’insieme. Ne sono un esempio My city Tehran e My City Napoli, due collezioni che celebrano il suo legame con i luoghi del cuore. Pur vivendo stabilmente a Milano da svariati anni, Sogand Nobahar non dimentica le sue radici ed il momento di tensione sociale che sta segnando l’Iran negli ultimi tempi. E così il design si fa azione di sostegno al popolo iraniano: Bloody Teheran di My City è una collezione manifesto, non in vendita, che diventa promemoria di forza e resilienza di un popolo che denuncia la tirannia e l’oppressione, lottando per i diritti fondamentali e la libertà.

Gli anni di ricerca condotti al Politecnico di Torino in seguito al Master in Ingegneria del gioiello, le esperienze lavorative nella Valenza che conta, hanno portato Sogand Nobahar ad optare, piuttosto che per l’approccio della lavorazione tradizionale per processi digitali di stampa 3d di Additive manufacturing, nello specifico la tecnica SLS con il polyammide 12.

Molteplici e per niente trascurabili sono gli aspetti positivi di tale tecnologia, ormai ben diffusa: rispetto ambientale, minimo spreco di energia e di materiali, minori costi nella catena di approvvigionamento.

Nobahar Design Milano ha ricevuto menzioni e riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali e dal 2017 vanta 37 mostre in Europa e Medio Oriente.
Articolo pubblicato su Alkimiya Magazine nr. 1 – Estate 2023.




















