Dopo il successo veneziano del 2024, Buccellati porta in Cina la sua grande retrospettiva «The Prince of Goldsmiths. Rediscovering the Classics», in scena dal 7 dicembre 2025 al 5 gennaio 2026 presso lo Shanghai Exhibition Center, nel cuore pulsante del distretto del lusso della metropoli cinese.
Un viaggio immersivo firmato Balich Wonder Studio, che rende omaggio all’eredità artistica e artigianale della Maison fondata da Mario Buccellati, “Il Principe degli Orafi”, come lo definì Gabriele D’Annunzio nel 1936.

Un dialogo tra culture e perfezione artigianale
La scelta di Shanghai come seconda tappa non è casuale. In questa città dove il passato convive con un futuro vertiginoso — e in cui i profili luminosi dei grattacieli di Pudong si riflettono sulle facciate art déco del Bund — Buccellati trova un interlocutore ideale.

Il pubblico cinese, sempre più sensibile alla storia e al valore del savoir-faire, si riconosce nel culto della bellezza che attraversa i secoli: quella stessa tensione verso la perfezione che, in Cina come in Italia, unisce arte e artigianato in un’unica filosofia estetica.
«Torniamo a Shanghai con immensa gioia, presentando una mostra che svela il cuore e l’anima di Buccellati», dichiara la Famiglia Buccellati. «Crediamo che il mercato cinese, con il suo profondo apprezzamento per la bellezza e la storia, risuonerà con l’arte senza tempo che definisce la nostra Maison».

Un allestimento tra armonia classica e visione contemporanea
Curata da Alba Cappellieri, Professore Ordinario del Master internazionale in Jewellery & Accessories Design al Politecnico di Milano, la mostra ripercorre un secolo di creazioni, tra gioielli, argenti e oggetti di alta manifattura.

L’allestimento gioca con colonne, simmetrie e proporzioni armoniche, elementi della classicità reinterpretati con linguaggi multimediali: un equilibrio che evoca l’idea cinese di hé (和), l’armonia universale tra opposti, cuore del pensiero estetico orientale.

La collaborazione con Balich Wonder Studio dà vita a un racconto esperienziale, dove la tradizione dialoga con le tecnologie immersive. «La mostra è un progetto in continua evoluzione, proprio come l’immenso patrimonio di Buccellati», spiega Claudio Sbragion, direttore creativo dello studio. «Abbiamo immaginato nuove relazioni tra le creazioni della Maison e le opere d’arte italiane che ne hanno ispirato i codici estetici».
Le sezioni del percorso

L’esposizione si apre con The Buccellati Generations, dove una delicata farfalla — simbolo di rinascita e continuità — è protagonista delle quattro spille firmate da Mario, Gianmaria, Andrea e Lucrezia Buccellati.

Tra queste, spicca la Butterfly Brooch creata da Mario Buccellati negli anni Cinquanta: un corpo in perle barocche, ali in oro cesellato e diamanti rose cut — un pezzo iconico della collezione.
La farfalla (húdié 蝴蝶), soggetto caro anche alla pittura cinese classica come emblema dell’anima e della trasformazione, diventa qui quasi un ponte simbolico tra le due culture.

Segue An Italian Family Story, una stanza raccolta che ricostruisce lo studio di famiglia con fotografie, documenti e oggetti personali: un’intimità che restituisce l’immagine di una tradizione tramandata con devozione.

La sezione Manmade Wonders si articola in un percorso che esplora tre visioni della bellezza secondo Buccellati. Il viaggio inizia con Wonders for Special Occasions, dove trousse e borsette storiche dialogano con le creazioni contemporanee in un raffinato gioco di rimandi stilistici.

L’eleganza dei dettagli e delle incisioni trova poi una nuova espressione in Wonders of Beauty and Proportions, che celebra il rigore geometrico e architettonico dei decori, ispirati ai motivi rinascimentali italiani e, per affinità, all’equilibrio modulare dei vasi in bronzo e dei motivi taotie (饕餮) dell’arte cinese antica.

Il percorso culmina con Wonders from the Past, un omaggio alla classicità, in cui le celebri coppe Boscoreale in argento testimoniano la capacità della Maison di reinterpretare il gusto archeologico attraverso la maestria orafa.

In Natural Wonders, la natura si fa protagonista: fiori, foglie e animali d’argento animano una scenografia immersiva di luci e proiezioni.

Un corridoio sensoriale, The Buccellati Craftsmanship, svela il cuore pulsante del mestiere: strumenti, gesti e dettagli in un gioco di specchi che culmina con il film d’autore di Yuri Ancarani, dedicato alla collezione Mosaico: meno di tre minuti di cinema d’impresa che hanno vinto il primo premio nella categoria Innovation, Image & Sound alla seconda edizione di Premio Film Impresa ad Aprile 2025.

The Gallery of the Icons — il cuore dei gioielli Buccellati

Infine, la maestosa Gallery of the Icons chiude il percorso con una sequenza di capolavori di alta gioielleria, dal 1920 a oggi.
Un ambiente immacolato, scandito da colonne bianche e proiezioni che avvolgono il visitatore in una dimensione sospesa tra sogno e materia.

Qui brillano alcuni dei pezzi più emblematici della Maison: i bracciali in oro traforato che sembrano ricami su pelle, le collane in pizzo d’oro cesellato, gli anelli dalle pietre incastonate come miniature architettoniche.
Tra questi, una meravigliosa collana in oro giallo e bianco con diamanti taglio brillante e ovale, lavorata a “Tulle” con elementi “Opera”.

Sarà protagonista dell’esposizione anche un anello di alta gioielleria realizzato in oro giallo e bianco, disegnato da Gianmaria Buccellati negli anni Settanta, e incastonato con una splendida acquamarina.

Ogni gioiello testimonia la celebre tecnica del “rigato” e del “telato”, marchi di fabbrica Buccellati, capaci di dare ai metalli la morbidezza del tessuto e la profondità della seta. Le superfici incise a bulino catturano i riflessi e li trasformano in bagliori cangianti, come si può notare in questo bracciale rigido della Historic Collection. Qui, l’oro lavorato con una finissima incisione a “rigato” incontra delle colorate acquemarine.

Similmente lavorato e altrettanto raffinato, l’anello in oro giallo con acquamarina cabochon della vivace collezione “Macri” di Buccellati.

Accanto alle creazioni storiche, le nuove collezioni rivelano una continuità sorprendente: Mosaico, con le sue geometrie scintillanti; Fiori e Ricci di Mare, che reinterpreta i motivi naturalistici con tocchi di smalto e diamanti; fino ai preziosi orologi-gioiello che uniscono meccanica svizzera e gusto italiano. È in questo equilibrio tra tradizione e innovazione che risiede l’anima più autentica di Buccellati.
Un ponte tra Venezia e Shanghai

Come Venezia, anche Shanghai è una città d’acqua e di scambi, crocevia di culture e rotte estetiche. Portare qui The Prince of Goldsmiths significa costruire un dialogo tra due città che, pur lontane, condividono lo stesso destino: essere porte aperte sul mondo, custodi di una bellezza che si rinnova attraverso il tempo.

In questo incontro tra oro italiano e sensibilità orientale, Buccellati riafferma la sua vocazione universale: quella di un’arte che unisce l’eleganza del passato al respiro del futuro.
Una lezione di bellezza senza confini, che trova a Shanghai — città di contrasti e armonie — la cornice ideale.



















