A partire dal 12 Aprile fino al 16 Novembre 2025, il V&A Museum di Londra ospiterà una mostra organizzata da Cartier, la prima dopo quasi 30 anni, esplorando come la Maison sia diventata una potenza impareggiabile nel mondo dei gioielli e dell’orologeria.

Saranno messi in mostra più di 350 oggetti in esposizione, tra i quali sono inclusi gioielli antichi, gemme preziose, orologi da polso iconici e orologi ornamentali.

Spilla a fiocco Cartier Paris del 1913, in platino, con cristalli intagliati e diamanti
Spilla a fiocco Cartier Paris del 1913, in platino, con cristalli intagliati e diamanti. (Photo: Marian Gérard, Cartier Collection © Cartier)

Con un’invidiabile lista di clienti nobili ed aristocratici, Cartier si è guadagnato la fama di “gioielliere dei re e re dei gioiellieri” ed ha in seguito espanso la sua fama grazie alla devozione dei big del mondo del cinema, della musica e della moda.

A partire dal 1970, Cartier ha cominciato a ricercare e conservare tutti i pezzi prodotti nei primi anni di attività, fino a fondare nel 1983 la Cartier Collection. Ad oggi, la collezione include pezzi a partire dal 1860 fino ai tardi anni 2000. Tutte le opere sono un’eredità della lunghissima storia di Cartier, un resoconto dell’evoluzione della Maison col passare degli anni e delle mode. La collezione comprende circa 3500 pezzi ed è in contunua crescita, suscitando spesso grande interesse nei musei di tutto il mondo fino a diventare protagonista di ben 44 esposizioni.

Quella del 2025 sarà la terza mostra Cartier in Inghilterra dopo “Cartier, 1900-1939”, tenutasi al British Museum nel 1998, e “Cartier in Motion curated by Norman Foster”, organizzata al Design Museum nel 2017, sempre a Londra. Il focus dell’esibizione di quest’anno, intitolata semplicemente “Cartier”, è la storia della Maison e la sua trasformazione nel tempo.

L’esposizione include preziosi e spettacolari oggetti dalla collezione di Cartier e del V&A Museum, disegni mai esposti dagli archivi di Cartier e del museo ospitante, insieme a opere concesse da Re Carlo III provenienti direttamente dalla Royal Collection, dai più importanti musei d’Inghilterra e del mondo, oltre che da collezioni private. L’esibizione è stata organizzata dall’architetto e artista britannico Asif MBE, partecipe nel panorama artistico mondiale ed interessato alle esperienze sensoriali per comprendere il concetto di identità, di sé stessi e dei singoli progetti artistici.

«Volevo che la nostra collaborazione fosse un paesaggio onirico dove arte e scienza convergono, i pezzi Cartier sospesi nella luce, nel tempo e nel suono, permettendo alla storia di rivivere e al futuro di indugiare», afferma Asif MBE in un’intervista.

Hele Molesworth e Rachel Garrahan, curatori della mostra, non nascondono il proprio entusiasmo nell’avere la possibilità di esporre le creazioni più preziose e, in alcuni casi, sconosciute, per permettere ai visitatori di comprendere più profondamente l’animo della Maison. La mostra esplorerà il modo in cui Louis, Pierre e Jacques Cartier, insieme a loro padre Alfred, hanno adottato una strategia fatta di design originali, manifattura eccezionale e apertura all’estero che ha trasformato una semplice famiglia parigina in un impero. Sarà divisa in tre sezioni, in cui verrà esplorata la creatività di Cartier e l’emergere del suo stile riconoscibile, l’eredità tecnica e manifatturiera, senza trascurare l’approccio sofisticato nelle creazioni e la rilevanza della Maison nel mondo dell’aristocrazia e dello spettacolo.

Il programma della mostra

L’esibizione si aprirà con un’introduzione alla famiglia Cartier, con particolare interesse sui tre nipoti del fondatore uniti dall’ambizione e supportati da una grande conoscenza del settore. Il tema della prima sezione è la creatività, insieme le prime creazioni e i rapporti stretti con clienti nobili. Verrà presentata in questa sezione la tiara di Manchester, un meraviglioso pezzo degli anni ’30 progettato in Francia per una donna americana sposata con un nobile inglese. In questo gioiello si può osservare l’approccio autentico e curioso nella creazione di un pezzo che prende ispirazione da diverse correnti artistiche, francesi e non, con un tocco personale.

Manchester Tiara, Harnichard per Cartier Paris, 1903, in diamanti, oro e argento
Manchester Tiara, Harnichard per Cartier Paris, 1903, in diamanti, oro e argento. (Photo: © Victoria and Albert Museum, London)

L’emergere dello stile a Ghirlanda, uno stile femminile, leggero e romantico ispirato alla tradizione architettonica e decorativa francese del XVIII secolo, verrà esplorato attraverso l’esposizione di una spilla scarabeo con ali decorate da gemme e diamanti incastonati, ispirato ai bracciali Bazu (Bazu-beads), un gioiello Indiano tradizionale.

Spilla scarabeo, Cartier London del 1925, in faience egiziana blu con rubini, citrino, diamanti, smeraldi, onice, platino e oro
Spilla scarabeo, Cartier London del 1925, in faience egiziana blu con rubini, citrino, diamanti, smeraldi, onice, platino e oro. (Photo: Nils Herrmann, Collection Cartier © Cartier)

Verrà inoltre esposta per la prima volta una spilla in placca di diamanti concessa dal museo ospitante.

Spilla in diamanti Cartier Paris del 1910
Spilla in diamanti Cartier Paris del 1910. (Photo: © Victoria and Albert Museum, London)

Sin dall’inizio, Cartier ha sperimentato con motivi ricorrenti, linee essenziali e sorprendenti contrasti di colore combinati con armonia tra spazio e volume, il tutto creato utilizzando materiali e tecnica eccelsi. Questa prima sezione sarà anche un’introduzione alla crescita stilistica della Maison, e sulla modernità e l’innovazione che si combinano con l’eleganza. Saranno presenti esempi di Art Déco firmato Cartier, come una spilla geometrica del 1925 in una combinazione di corallo e smeraldi e una spilla semplice e monocromatica in diamanti e platino commissionata da Ernest Schwaiger per sua moglie, l’attrice Adele Dixon, nel 1941.

Spilla Art Deco Cartier London del 1941 in diamanti e platino
Spilla Art Deco Cartier London del 1941 in diamanti e platino. (Photo: © Victoria and Albert Museum, London)

I fratelli Cartier furono capaci di instaurare rapporti duraturi con i propri clienti ed è proprio da questi rapporti che sono nate creazioni uniche. Un oggetto di spicco tra le numerose commissioni è la spilla con diamante Williamson, proveniente dalla Royal Collection. Venne commissionata da Elisabetta II nel 1953, l’anno della sua incoronazione; il pezzo comprende un rarissimo diamante rosa Williamson da 23,6 carati che la regina ricevette in regalo per il suo matrimonio nel 1947.

Embed from Getty Images

Poco lontano verrà esposta una spilla a forma di rosa precedentemente custodita nella collezione privata della Principessa Margaret, indossata proprio da lei durante l’incoronazione della sorella. Si tratta di una novità nella collezione Cartier.

Spilla a forma di rosa Cartier London del 1938, in diamanti e platino
Spilla a forma di rosa Cartier London del 1938, in diamanti e platino. (Photo: Vincent Wulveryck, Collection Cartier © Cartier)

Una collana da cerimonia in diamanti del 1928 e un collier commissionati dal Maharaja di Patiala fonderanno la sofisticata combinazione tra la gioielleria indiana e il modernismo dell’Art Deco.

Collana Patiala Cartier Paris del 1928, in diamanti, zirconi gialli e bianchi, topazi, rubini sintetici, quarzo fumé e citrino incastonati su platino
Collana Patiala Cartier Paris del 1928, in diamanti, zirconi gialli e bianchi, topazi, rubini sintetici, quarzo fumé e citrino incastonati su platino. (Photo: Vincent Wulveryck, Collection Cartier © Cartier)

La seconda sezione dell’esposizione si concentrerà sui laboratori Cartier, un accesso alle invenzioni e alle gemme eccezionali della Maison. I visitatori potranno ammirare come viene creata la pantera, uno dei simboli più iconici di Cartier. Esempi del motivo a pantera saranno in un orologio da polso del 1914, il primo pezzo con questo pattern, accompagnato da un bracciale a pantera del 1978 con diamanti pavé incastonati con onice.

Orologio Panther Skin Cartier Paris del 1914 in onice, diamanti, oro rosa, platino e cinturino effetto moiré nero
Orologio Panther Skin Cartier Paris del 1914 in onice, diamanti, oro rosa, platino e cinturino effetto moiré nero. (Photo: Nils Herrmann, Collection Cartier © Cartier)

All’inizio del XX secolo la Maison si è assicurata l’accesso alle gemme più preziose, non solo grazie ai frequenti viaggi di Jacques Cartier in Medio Oriente, India e Sri Lanka, ma anche grazie ad una clientela d’élite. In questa sezione totalmente dedicata ai materiali dietro le creazioni, verranno esposte alcune delle gemme più preziose di Cartier. Tra le opere in mostra spiccano la collana di un’ereditiera americana, Barbara Hutton, in giada, ed una spilla di diamanti gialli da 101 carati.

Collana Cartier Paris del 1934 in giada birmana con rubini, diamanti, platino e oro
Collana Cartier Paris del 1934 in giada birmana con rubini, diamanti, platino e oro. (Photo: © Cartier)

Verrà esibita in questa sezione anche un’esposizione di gioielli Tutti Frutti che include il Mountbatten bandeau del 1928, acquistato da Edwina, signora di Mountbatten, divenuta poi viceregina d’India, assieme ad una rarissima spilla per capelli.

Mountbatten Bandeau in stile Tutti Frutti, Cartier London, 1928, in smeraldi, rubini, zaffiri, diamanti e platino
Mountbatten Bandeau in stile Tutti Frutti, Cartier London, 1928, in smeraldi, rubini, zaffiri, diamanti e platino. (Photo: © Victoria and Albert Museum, London)

Una tiara, commissionata alla sede londinese di Cartier, in acquamarina, diamanti e platino indossata durante l’incoronazione di Re Giorgio VI, verrà esposta accompagnata da gioielli con gemme di colore come ametista e citrino, molto in voga negli anni ‘30.

Tiara Cartier London del 1937 in acquamarina, diamanti e platino
Tiara Cartier London del 1937 in acquamarina, diamanti e platino. (Photo: Vincent Wulveryck, Collection Cartier © Cartier)
Spilla Cartier London del 1933 circa, in ametista, zaffiri, diamanti e platino
Spilla Cartier London del 1933 circa, in ametista, zaffiri, diamanti e platino. (Photo: Vincent Wulveryck, Collection Cartier © Cartier)

Una collana a serpente, realistica nelle dimensioni e nel pattern, commissionata dalla star del cinema Maria Félix, sarà esposta come rappresentazione dell’abilità di Cartier nel combinare novità tecniche al singolo stile di ciascun cliente.

Gli orologi in esposizione includeranno il primo orologio da polso moderno, il Santos, che nel 1904 cambiò il panorama dell’orologeria precedendo la modernità. Vi sarà inoltre una selezione di orologi Cartier London degli anni ‘60, che include l’iconico Crash del 1967, perfettamente conforme alla libertà artistica della Swinging London.

Orologio da polso Cartier London del 1967 in zaffiri, oro, acciaio brunito e cinturino di pelle
Orologio da polso Cartier London del 1967 in zaffiri, oro, acciaio brunito e cinturino di pelle. (Photo: Vincent Wulveryck, Collection Cartier © Cartier)

La creatività odierna della Maison verrà rappresentata da un orologio del 2024, che unisce funzionalità e design utilizzando moschettoni da scalata. Saranno presenti anche orologi della linea Mystery Clock, con particolari orologi d’arredamento.

Orologio “Model A” Cartier Paris del 1914 in quarzo, agata, zaffiro, smalto, oro e platino
Orologio “Model A” Cartier Paris del 1914 in quarzo, agata, zaffiro, smalto, oro e platino. (Photo: Nils Herrmann, Collection Cartier © Cartier)

La sezione conclusiva della mostra celebra l’immagine di Cartier. Agli inizi del ‘900 la Maison ebbe modo di farsi conoscere attraverso mostre, pubblicità e partecipazione ad eventi rilevanti. Alla Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi nel 1925, Cartier ebbe modo di attirare l’attenzione come unica gioielleria ad esporre le proprie creazioni al fianco dei più importanti couturier nel Pavillon de l’Élégance. Tra i gioielli esposti vi era un fermaglio per capelli ad orchidea di onice, diamanti e platino che verrà esibito anche in questa occasione.

Spilla ad orchidea Cartier Paris del 1925 in onice, diamanti, smalto e platino
Spilla ad orchidea Cartier Paris del 1925 in onice, diamanti, smalto e platino. (Photo: Marian Gérard, Cartier Collection © Cartier)

Col passare del tempo, i personaggi dello spettacolo, gli attori e i musicisti hanno sostituito i nobili e gli aristocratici, diventando le icone di stile dei nostri giorni. Cartier ha saputo adattarsi ai bisogni del mondo contemporaneo mantenendo intatto il suo stile. Questa sezione include l’anello di fidanzamento di Grace Kelly con diamante a taglio smeraldo da 10,48 carati, indossato nel suo ultimo film prima del matrimonio con il principe di Monaco Ranieri III, una concessione dalla collezione del palazzo principesco di Monaco.

Il culmine della mostra sarà una spettacolare esposizione di tiare. Tra le più preziose vi è una tiara di opali mai esposta, commissionata da Mary Cavendish, marchesa di Hartington nel 1937, indossata come collana all’incoronazione di Elisabetta II quando, quando ricoprì il ruolo di Mistress of the Robes, ovvero dama di compagnia. Verrà inclusa anche una tiara in stile Art Deco in diamanti incastonati in platino ideata da Cartier London nel 1934, ispirata all’antica arte egizia ed indossata da Begum Aga Khan III, moglie del sultano Muhammad Shah, considerata una delle donne più eleganti del suo tempo. Infine, sarà esposta una tiara in stile ghirlanda del 1902 utilizzata in occasione della cerimonia di incoronazione di Elisabetta II e, in seguito, indossata da Rihanna nel 2016 per la copertina di W Magazine.

Tiara Cartier Paris del 1902 in diamanti, oro e argento
Tiara Cartier Paris del 1902 in diamanti, oro e argento. (Photo: Nils Herrmann, Collection Cartier © Cartier)

Anche se ad oggi sono pochi gli eventi che richiedono una tiara, è innegabile che come oggetto rappresenti l’apice del romanticismo e del glamour, rimanendo ancora oggi l’essenza dell’eleganza firmata Cartier.

Leggi Alkimiya Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui