L’asta Sotheby’s organizzata dall’8 all’11 aprile 2024 ha entusiasmato gli appassionati del mondo degli orologi vintage, facendo uscire dall’oscurità alcuni dei “diamanti grezzi” più avvincenti e rari.
La famosa casa d’aste ha realizzato la prima asta underground presentando alcuni dei pezzi più inaspettati mai realizzati da alcuni dei marchi di orologi più conosciuti al mondo, tra cui Patek Philippe, Audemars Piguet, Jaeger-LeCoultre e Vacheron Constantin.
L’asta è stata definita “sotterranea” perché ha avuto luogo nella stessa cantina in cui gli orologi sono stati esposti per tre giorni prima della vendita. L’esposizione pubblica e l’asta, infatti, si sono svolte presso la cantina La Corne à Vin, 47 Rue de Lausanne a Ginevra. I ventiquattro orologi sono stati esposti sottoterra, per accentuare e riflettere la loro estetica separatista, e poi venduti con gli offerenti invitati a partecipare di persona, tramite telefono e online.

Concepita in collaborazione con il collettivo Heist Out, “Rough Diamonds” è stata pensata e progettata per mostrare una straordinaria selezione di orologi che, proprio come i diamanti grezzi, aspettano il loro momento per brillare ed essere riscoperti.

La scelta di selezionare ventiquattro pezzi è stata fatta per richiamare il numero di ore della giornata. Sono stati scelti orologi che hanno avuto il coraggio di allontanarsi dall’estetica tradizionale senza ovviamente compromettere la qualità dei materiali o l’artigianato.

Tutti gli orologi sono stati realizzati almeno 30 anni fa, con alcuni esemplari risalenti addirittura ai primi anni ‘50. Questa scelta è dipesa dalla volontà di far apparire tutti gli orologi come “senza tempo”. Altri attributi che hanno influito nella scelta dei pezzi sono stati innovazione tecnica, design eccezionale, rarità dei materiali, significato storico, proprietà o provenienza notevole, squisita fattura e rarità.

Tutti i ventiquattro orologi sono stati venduti in poco meno di un’ora. Andiamo ora alla scoperta di alcuni dei pezzi rari esposti e venduti, e quale storia ha consentito loro di essere inclusi in questa innovativa asta.

La vendita più spettacolare della serata è stata quella del lotto 24, l’esclusivo set Patek Philippe disegnato nel 1962 da Gilbert Albert, comprendente un orologio da polso, un anello e una collana. Ogni pezzo è stato realizzato in oro giallo, decorato con smalto e incastonato di perle.
Il set è stato conteso a lungo dagli acquirenti raggiungendo infine un prezzo di vendita che ha superato di quasi otto volte la stima iniziale: 393.700 franchi svizzeri.
Questo straordinario segnatempo è una testimonianza dell’ingegno che nasceva dalle profondità della creatività negli anni Sessanta, come una gemma nascosta che aspetta di essere portata alla luce nelle profondità di una caverna.
Progettato dal visionario Gilbert Albert, emana un’eleganza cruda che ricorda la bellezza aspra che si trova nelle profondità labirintiche delle caverne. Albert, come un maestro geologo, ha osato esplorare i territori inesplorati del design dei gioielli, utilizzando pietre preziose non tagliate e forme audaci per ridefinire l’eleganza.

Già vincitore in due categorie al prestigioso concorso “Montres et Bijoux” che si è tenuto a Ginevra nel 1960, l’orologio presenta ogni componente meticolosamente realizzato a mano.

Un altro pezzo che racconta una storia è l’orologio “Cobra” realizzato dal leggendario designer Gérald Genta presentato da Audemars Piguet
Questo esemplare comprende un braccialetto con rete in oro bianco e giallo completamente integrato. La sua struttura richiama le squame di un serpente strisciante, da cui prende anche il suo nome.
Sul retro compare lo stemma rosso di Khanjar, l’emblema della famiglia reale dell’Oman. Il Khanjar è un pugnale tradizionale che simboleggia il potere e il patrimonio nello stato mediorientale. La sua presenza su questo orologio testimonia la sua esclusività e le sue connessioni reali. L’orologio è stato venduto al prezzo di 165.100 franchi svizzeri.

Da citare sono altri due pezzi presentati nell’esposizione e poi venduti all’asta, entrambi ispirati alle auto. Stiamo parlando dell’orologio Corum “Rolls-Royce” e dell’Audemars Piguet numerato N°1, D73117.
Nonostante il tema affine, i due orologi raccontano due storie molto distanti, così come due “status” differenti.
Più di 30 anni fa, nella città di La Chaux-de-Fonds, il team di Corum ha avuto un’idea brillante: adornare un orologio con l’iconico simbolo di un’auto di lusso. E così, è nata la Corum “Rolls-Royce”, un simbolo di status che avrebbe fatto girare la testa e suscitato l’invidia ovunque andasse. Questo modello è stato realizzato in numero limitato: soltanto 143 pezzi in oro bianco e 120 in oro giallo.

Il secondo pezzo, l’Audemars Piguet N°1, è nato da un lavoro creativo totalmente differente, non solo nello stile ma anche nella sua realizzazione.
A metà degli anni ‘90, Audemars Piguet ebbe l’originale idea di creare orologi di lusso per bambini. A tale progetto stava lavorando la grande Jacqueline Dimier, rinomata designer di orologi. A lavorare al suo fianco v’era un giovane diciannovenne di nome Emmanuel Gueit, che sarebbe diventato poi il famigerato designer dietro il Piguet Royal Oak Offshore. Il dinamico duo aveva la capacità di far volare la loro immaginazione e, secondo la leggenda, realizzarono per Piguet una intera collezione per i figli del sultano del Brunei.
Tra i pezzi più fantasiosi ce ne sono alcuni ispirati ad orsetti ed altri dalla forma di un bacio.
In particolare, questo modello all’asta è realizzato in una lega a sé stante, un vero capolavoro di fantasia che è stato venduto per 107.950 franchi svizzeri.
A forma di roadster, l’orologio comprende smeraldi e diamanti con uno splendido quadrante in madreperla.


















