«I luoghi in cui io, o altri, abbiamo soggiornato rimangono come immagini. Questi luoghi, in cui abbiamo fissato e provato emozioni diverse, sono fissati come scene. Le immagini fotografiche che utilizzo rappresentano quelle parti di un luogo in cui gli sguardi sono caduti e si sono riposati. Esistono come mezzo per registrare ricordi spesso accidentali, ma sempre soggettivi».
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Namkyung Lee si racconta così sul proprio sito web, illustrando ai visitatori il mondo che si cela dietro le sue particolarissime creazioni. Luogo, finestra, immagine, memoria, ricordo, spazio: queste le parole chiave su cui la designer sudcoreana si concentra. Le finestre sono al centro del suo mondo, il fulcro delle sue creazioni, il tema principale di ogni gioiello: «serve come mezzo per esprimere l’interazione tra luogo e memoria» spiega Lee.

Laureatasi nel 2015, sin dai tempi dell’università ha collezionato numerosi premi, ottenendo anche inviti ad esporre le proprie creazioni. Una delle collaborazioni più recenti è quella con la statunitense Mobilia Gallery, presso la quale ha esposto i propri pezzi in ben due mostre, dal titolo Old Meets New: Ancient Techniques e New Narratives: Every Jewel Tells a Story. Una riunione di molteplici nomi del design del gioiello in una collaborazione sensazionale, in cui ogni artista ha potuto mettersi a nudo attraverso le proprie creazioni.

Per la mostra Old Meets New, Lee ha esposto due spille in argento, con fotografia stampata su acrilico, dal valore di 620 dollari ognuna. La prima cosa che è possibile notare nelle spille di Lee sono le dimensioni. Ogni pezzo può raggiungere i 9-10 cm di lunghezza ed è pensato per spiccare su chiunque lo indossi.

Le due spille appartengono alla collezione Still Life, composta da 8 spille, ognuna raffigurante una bottiglia, un oggetto comune della vita di tutti i giorni, ma che la designer sfrutta per il proprio messaggio: non più un oggetto a lei vicino, ma lontano nei suoi ricordi. Tuttavia è proprio il registrarlo attraverso una cornice che rende il messaggio concreto, per quanto dipendente dal suo spazio di rappresentazione. La bottiglia rappresenta un oggetto semplice, che però mantiene il suo fascino e ha una sua bellezza intrinseca.

La spilla A box, in mostra per New Narratives, risulta invece molto più dinamica. Per quanto tecnica e materiali siano immutati, la sensazione che si ottiene è completamente diversa. Si tratta di un luogo reale, in cui la designer è già stata ed è quindi legato ai suoi ricordi. È uno spazio a sé stante, astratto: «Sebbene il lavoro contenga immagini personali» racconta Lee, spiegando la sua scelta stilistica «può anche essere uno strumento di conversazione, che chiede agli spettatori di creare nuove storie invece di raccontare semplicemente le mie».















