Artista, architetto, designer, poeta, Riccardo Dalisi, nato a Potenza nel 1931, ad Aprile 2022 ha detto addio alla tanto amata città che lo ha adottato, Napoli.
Interdisciplinarietà e attenzione alle tematiche sostenibili e sociali hanno fatto sì che si distinguesse fin da subito nei suoi studi di architettura. Dal 1990 ad oggi ha autoprodotto all’incirca 100 gioielli con l’aiuto di bambini e giovani disoccupati: un modello di progettazione partecipata la sua, dove ha utilizzato la creatività come strumento di metamorfosi e movimento sociale. I suoi gioielli sostenibili sono piccoli personaggi che vivono plasmati dalla latta, giocosi, romantici e un po’ malinconici, e che custodiscono una grande tenerezza. La sua ricerca espressiva abbraccia il mondo sacro, mitico fino a giungere nell’arcaico. Il suo percorso lo ha portato a lavorare con protagonisti del design del calibro di Zabro, Zanotta, Alessi, Olice, Fiat, Cleto Munari, Kleis e altri…

I suoi disegni nati da pochi e semplici segni gestuali sono la messa a nudo della sua interiorità e sensibilità.

Il processo creativo si svolgeva nel suo atelier caotico, una fucina in cui Dalisi forgiava l’impalpabile materia di cui sono fatti i sogni.
Esattamente i sogni ed i bambini sono stati il motore della sua opera.

È stato il primo ad agire concretamente nella direzione del riuso e della rivitalizzazione dello scarto applicando al design il concetto di sostenibilità: gioielli, sculture e oggetti di design pensati e realizzati in materiali poveri quali cartapesta, latta, rame, ferro, ottone.

L’entusiasmante risultato sono oggetti d’arte e di uso industriale, tra cui i Suonatori e i Re, i Centauri e la Sfinge, che nel loro essere inanimati trasudano sensibilità e genuinità, acquistando vita e forma attraverso l’utilizzo di tecniche antiche sapientemente messe in atto. Anche alla veneranda età di 90 anni Dalisi rimaneva un bambino sognatore e assolutamente lungimirante, dedito alla realizzazione di un unico grande sogno: aprire l’arte all’ingegno sociale. Motivo per cui ha dedicato gran parte della sua vita e opera a progetti dall’alto valore inclusivo e di condivisione sociale.

Ne sono viva testimonianza i laboratori che ha messo su nei quartieri più poveri di Napoli, da Scampia al Rione Traiano, a favore di coloro che vivono ancora oggi in condizioni profondamente disagiate. Vincitore per ben due volte del Premio Compasso D’oro ADI, uno tra i più importanti, antichi e ambiti del design sulla scena mondiale: il primo nel 1981 e il secondo nel recente 2014 per l’impegno nel sociale. Nel 2009 in collaborazione con la Triennale di Milano e la Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano presenta la prima edizione del Premio Compasso di Latta per sancire così l’inizio di una progettazione maggiormente consapevole.

Il 2013 è un anno che segna un evento importante e che pone l’accento ancora una volta sulla ricerca da lui intrapresa: nasce tra le vie di Napoli, ad opera di Riccardo Dalisi, e con la sua supervisione artistica, Avventura di Latta, un’officina sociale, prolungamento dell’Associazione Samb & Diop, ubicata in via Tribunali 188, e che impegna ad oggi circa 10 migranti di origine africana.

Qui si continua a portare avanti la progettazione partecipata che Dalisi tanto anelava, lavorando metalli poveri sotto la direzione dell’architetto Marco Cecere.

Articolo pubblicato su Alkimiya Mag nr. 0 – Estate 2022.















