Il Centro Orafo Oromare è stato teatro dell’evento “L’arte orafa campana – Incontri e racconti”, preziosa occasione per celebrare l’artigianato attraverso la premiazione dei grandi maestri del Borgo Orefici di Napoli. Studenti, artigiani, imprenditori, professionisti, rappresentanti delle istituzioni scolastiche, del mondo universitario e associativo si sono dati appuntamento per testimoniare il grande valore identitario e culturale del nostro Artigianato tradizionale, asset immateriale da promuovere e proteggere per il futuro delle nuove generazioni e per la salvaguardia del Made in ltaly.

L’incontro, promosso da Gennaro Mincione per il Centro Orafo Oromare, e dal CNA Campania Nord, di cui è presidente Romualdo Pettorino, si è tenuto martedì 30 aprile 2024. Fondamentale è stato anche il ruolo del maestro orafo Gustavo Renna, custode dell’arte orafa e promotore della sua trasmissione.

L’apertura della manifestazione di Marcianise è stata dedicata a diversi interventi volti a compiere un’analisi critica tra passato, presente e futuro, con particolare attenzione alla tutela della tradizione orafa, elemento distintivo e fondante del Made in Italy. In particolare, a spendere delle parole a riguardo sono stati: Gennaro Mincione (C.E.O Centro Orafo Oromare), Arduino Zappaterra (Presidente nazionale CNA Orafi), Romualdo Pettorino (Presidente CNA Orafi Campania Nord), Maria Dolores Morelli (Coordinatrice del CdS Design e Comunicazione presso Unicampania), Benedetta Rostan (Dirigente Istituto Superiore “F. Degni” di Torre del Greco), Vincenzo Liverino (Enzo Liverino 1894) e Gianni Lepre (Consigliere del Ministro della Cultura).

La sala gremita ha poi accolto con emozione l’attesa premiazione dei grandi maestri orafi, ai quali sono state dedicate alcune parole in ricordo del loro fondamentale contributo, e una targa consegnatagli da Gennaro Mincione, accompagnato di volta in volta da un operatore di Oromare e dagli alunni del Liceo Artistico.










In particolare, i grandi maestri artigiani premiati sono: Vittorio Buccino, Giuliano Colicchio, Franco De Caro, Gaetano Fusco, Antonio Linguiti, Gennaro Marfè, Giuseppe Oliva, Aldo Bosso (in memoria), Giovanni Florio (in memoria), Domenico Maspi (in memoria). Si tratta quindi di un giusto segno di riconoscimento nei confronti di alcuni dei più importanti artigiani che hanno fatto la storia del Borgo Orefici di Napoli.

I dieci Maestri Orafi, con le loro straordinarie lavorazioni, hanno scritto la storia dell’arte orafa partenopea. Grazie alla loro preziosa arte e dedizione al lavoro sono riusciti a mantenere vivo il patrimonio artistico dell’artigianato orafo-gioielliero tradizionale.

Preziosi sono stati i racconti che hanno testimoniato le diverse esperienze della vita in “bottega” di ognuno di loro, con momenti di grande emozione e felicità per le storie vissute e, soprattutto, per la passione nel “saper fare” il mestiere dell’orafo e per il ritrovarsi dopo vari anni di lavoro trascorsi tra le stradine del Borgo Orefici a Napoli.

L’emozionante incontro, nato dall’esigenza di raccontare l’antica maestria, è stato un’occasione per valorizzare le potenzialità del distretto orafo campano. Ci si è soffermati anche sull’importanza della trasmissione del sapere di generazione in generazione, concentrandosi sulla crescita e formazione dei giovani. Erano infatti presenti gli alunni del liceo artistico “F. Degni” di Torre del Greco (NA), che hanno avuto la possibilità di assistere alle preziose testimonianze, con l’auspicio che questa tradizione venga sempre trasmessa e mai persa.

«La nostra “Carta Costituzionale” ha sancito la tutela e lo sviluppo dell’artigianato quale patrimonio economico e culturale dei nostri territori e delle nostre comunità» ha dichiarato durante l’incontro Gennaro Mincione, Presidente e Amministratore delegato del Centro Oromare, il quale ha poi concluso: «la storia, le conoscenze e il “saper fare” dei nostri straordinari Artigiani rappresentano quello terreno fertile che i nostri giovani dovranno saper curare e coltivare».





















L’arte orafa è l’emblema della creatività, della bellezza e della ricchezza d’animo, e questo evento, è stato il miglior modo di esaltare e mettere in evidenza questi principi, da cui le nuove generazioni dovranno sicuramente attingere.