Dal 13 aprile al 4 maggio 2024 la Galleria Rossini ospiterà la terza edizione di “Gioiello Contemporaneo Contest”. Oltre ai 5 finalisti di quest’anno (Kleo Glens, Lalice arte orafa, Lamb Gioielli di Laura Agnello Modica, MagmaLaB, Maiesta), in mostra ci saranno oltre 50 gioielli contemporanei, di artisti provenienti dall’Italia e dall’estero. La galleria milanese si fa ancora punto di riferimento, in occasione di Milano Art Week e del Fuorisalone, di iniziative per valorizzare il gioiello d’artista.
Uno spazio d’arte vocato alla sperimentazione che, in collaborazione con le curatrici Marina Chiocchetta e Sonia Patrizia Catena, accoglie pezzi unici e versatili, sfaccettati ed eterogenei, nati dalla ricerca e dalla creatività di designer, orafi e artisti italiani e stranieri.
Gli autori in mostra hanno sviluppato le loro collezioni basandosi su una personale cifra stilistica che racconta gioielli frutto della mescolanza di diverse identità e tecniche.
Una mostra che ha l’intento di indagare e fare il punto sullo stato dell’arte del gioiello, da percorsi tradizionali sino a quelli innovativi: gioielli orafi e di design, scultorei o rivoluzionari, accessori moda o gioielli sperimentali. Le prime due edizioni del concorso “Gioiello Contemporaneo” hanno mostrato una varietà incredibile di soluzioni e invenzioni legate al colore, alla materia e alla forma dei monili, ove è stata soprattutto la filosofia stilistica di ogni autore e autrice che ne ha connotato la sua singolarità ed unicità nel genere.

Gli autori selezionati, in alcuni casi, propongono gioielli che sfidano la percezione tradizionale dell’indossabilità, incorporando elementi interattivi o trasformabili che coinvolgono l’utente in un’esperienza unica e coinvolgente; in altri abbiamo monili che evocano il corpo e il linguaggio scultoreo; o ancora abbiamo ornamenti che aspirano alla leggerezza e che sembrano fluttuare nello spazio giocando al contempo con gli effetti di luce che si riverberano su di essi.
Insieme ai finalisti, saranno esposti i gioielli di: Adagio Lab, Basia Arte Gioielli, DarioJewelDesign – Dario Gargiulo, Flora Sica, Patrizia Giachero, Kolata Design, Local Heavens, Magistri Gioielli, Mari Design, Marion Sterner, Paola Cisterni, Andrea Scarpa, V Design Lab Jewellery.
Kleo Glens è l’essenza di un immaginario post-realista, la percezione di una realtà digitale in diretta collisione con la natura analogica dell’esistenza. Questo lo scenario di oggi immortalato dalla designer bolognese Sara Casalboni.

«La mia sensibilità artistica è attratta da ciò che è invisibile nella tecnologia: schede madri, circuiti, connettori, slot e prese. Definiscono in dettaglio l’intera società odierna. Diventano le sue icone. Da un punto di vista concettuale la mia poetica si basa sulla funzione di memoria contenuta nei circuiti. Nei miei lavori sono presenti diversi componenti hardware, ma la scheda madre gioca un ruolo principale: con le mie creazioni rendo omaggio a questo oggetto hi-tech rappresentandolo nei disegni grafici che applico su superfici metalliche. Le forme geometriche che sostengono l’apparato grafico, nella loro semplicità richiamano gli elementi costitutivi dell’hardware. Lo scopo della mia arte è costruire un’unione tra il passato materiale e il futuro virtuale, in modo da creare un ponte di interconnessioni».
La fondatrice di Lamb Gioielli è la scultrice Laura Agnello Modica. È nata a Milano nel 1986 e sviluppa fin dall’infanzia la passione nel creare oggetti tridimensionali. Si laurea in scultura nel 2009 presso la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia.

Negli anni sperimenta la lavorazione di metalli e marmo, sfruttando le linee calde del legno e la versatilità della resina. L’affetto e la dedizione verso ogni opera creata si trasferirono poi verso sculture più piccole e indossabili: i gioielli.
Nel 2016 consegue un master in Design del Gioiello presso il Politecnico di Milano.
I suoi gioielli sono pensati come vere e proprie sculture da indossare: non vi è solo un’attenzione al gusto ed alla bellezza, ma una ricerca che parte da sensazioni e sentimenti profondi. Il gioiello è quindi una rappresentazione dei moti dell’anima.
Gaia Guarnieri e Caterina Martinelli nel 2012 fondano MagmaLaB con l’obiettivo di sperimentare le potenzialità creative delle materie plastiche di recupero, primo fra tutti il Polietilentereftalato (PET) con accessori realizzati interamente a mano, frutto di ricerca, sperimentazioni e lavorazioni uniche. I loro gioielli sono “Diversi per Natura” perché loro che li creano sono “diverse” per natura. Il materiale che usano è “diverso” da quelli comunemente utilizzati per creare gioielli ed, essendo sintetico, è ciò che di più lontano dalla “naturalità” si possa immaginare.

Ma la Natura, ormai, è in larga parte condizionata dall’impronta dell’essere umano e la loro ricerca nel recuperare materiali potenzialmente inquinanti, evitandone la dispersione nell’ambiente, vuole porre l’attenzione proprio su quanto siamo ormai lontani da un concetto bucolico della Natura e quanto sia, invece, fondamentale ricordarsi che la natura la modifichiamo noi, ogni giorno, con le nostre scelte.
È tutto naturale e allo stesso tempo non lo è, così come la diversità esiste solo dinnanzi a una conformità.
Il gioiello contemporaneo, creato partendo da materiali “comuni” (non comuni), ha scardinato il concetto di ‘prezioso’. Il gioiello, inteso come ornamento che “porta gioia”, non è più indissolubilmente legato all’idea di preziosità e ricchezza ma intercetta umori, emozioni, eccentricità e personalità diverse.
Se prima era prezioso ciò che veniva realizzato con materiali rari, oggi diventa prezioso anche l’accessorio green, frutto di una meticolosa lavorazione di materiali presenti in eccesso, di cui riappropriarsi con creatività.
Ritornando al concetto di sculture indossabili, abbiamo infine Maiesta. Il gioiello che diventa abito non è solo una tendenza ma uno shift nella percezione di ciò che può definirsi un capo di abbigliamento. Da Paco Rabanne a Oscar Maurillo, materiali come il ferro vestono il corpo con rigida ma potente espressività. Gioielli come quelli di Maiesta, negli ultimi decenni, stanno non solo completando l’abito, ma sono forti abbastanza da dare nuovi significati alle silhouette.

I finalisti sono stati scelti da due giurie, una interna alla galleria ed una esterna, composte da curatori, esperti d’arte, docenti e designer. Ai vincitori — che saranno proclamati durante l’inaugurazione della mostra, sabato 13 aprile — saranno assegnati dei premi che prevedono la possibilità di una mostra personale in Galleria Rossini, l’opportunità di esporre al Museo del Bijou di Casalmaggiore (CR), altresì allo Spazio Heart di Vimercate (MB) e allo Spazio E di Ghemme (NO).
Durante la mostra ci sarà l’opportunità, inoltre, di apprezzare i gioielli d’artista di GIOI Giulia Vignetti, vincitrice del Premio Rossini, proclamata durante la serata inaugurale di Ridefinire il Gioiello 2024, progetto arrivato alla sua IX edizione e di cui la galleria è partner dal 2012.
In esposizione le opere scultoree dell’artista Chiò che dialogheranno con i gioielli in mostra.
La mostra, che aprirà al pubblico in occasione della Milano Design Week sabato 13 aprile alle ore 18:00, sarà visibile fino al 4 maggio, da martedì a sabato dalle ore 10:00 alle 19:00.


















