«Lo studio che presento intende focalizzare il raggiungimento di esiti formali e significanti che, partendo dallo sviluppo della forma piana, si inseriscano nella ricerca sul gioiello contemporaneo».

Sono le parole di Roberto Zanon, che riassumono perfettamente l’indagine da lui portata avanti sul gioiello contemporaneo. Rinomato architetto veneto, Roberto Zanon ha presentato la sua ricerca sul volume “Gioiello e progetto”, pubblicato a febbraio 2021, in cui ha brillantemente congiunto l’interesse per la progettazione di gioielli – che ormai coltiva da anni – con le sue conoscenze architettoniche, in una visione innovativa e stravolgente.

Il fulcro della sua ricerca risiede nell’uso della tecnologia digitale del taglio laser che viene rinnovata passando dalla bidimensionalità alla tridimensionalità, attraverso l’impiego di materiali che, seppur di modesta qualità, assumono significato grazie al taglio laser.
Cartoncino, PVA (alcool polivinilico) o EVA (etilene vinil acetato), i materiali da lui utilizzati non sono una scelta casuale: si adeguano perfettamente alla tecnica del taglio laser, che permette in primis una realizzazione rapida e tempestiva dei gioielli, risparmiando tempo e materia prima, e di ottenere bordi tagliati rigidi altamente precisi.

Il bracciale Snodi si mostra in tutta la sua armonia e sinuosità. Due dei tre elementi che compongono il bracciale si “gonfiano” per potersi conformare a molla, favorendone l’indossabilità.

L’anello Edoardo, per esempio, gioca con l’iconica e stereotipata figura di Pinocchio, la cui stilizzazione è accentuata proprio grazie al laser e il colore marrone aiuta nell’associazione percettiva con il legno patinato scuro del burattino.
Da sempre il gioiello è stato considerato oggetto ornamentale prezioso, il cui valore è solitamente associato al materiale di cui è composto.
Roberto Zanon con le sue micro-architetture ha estrapolato da tali schemi la logica del gioiello per presentarlo secondo inusuali figure geometriche che, a detta sua, rappresentano solo un pretesto per «costruire delle storie», poiché «le cose guardate hanno sempre un significato».

La sensibilità di Zanon e la volontà di trasferire ai suoi gioielli valori fortemente significativi, associando l’immagine al contenuto, sono espresse nel bracciale Primadopo e nella collana Belly, gioielli frutto di un’acuta collaborazione con la psicologa e psicoterapeuta Viridiana Colombo, specializzata in ambito sistemico-relazionale e familiare con attenzione al benessere psicologico perinatale.

L’utilizzo di un unico materiale, mai in associazione con altri, dona uniformità percettiva, facilitando la comprensione del gioiello e restituendo una leggerezza complessiva.
La recente collezione di gioielli scatolari è un perfetto esempio dell’intenzione di Zanon di creare conflitto tra quello che dovrebbe essere il peso degli oggetti, a giudicare dalla loro apparenza e la leggerezza effettiva della realizzazione, reso possibile dalle caratteristiche dei materiali.

L’anello Dodecaedro, la cui forma è descritta dal nome stesso, appare importante nelle dimensioni e svela la sua complessa struttura interna. Lo stesso discorso vale per l’anello Scheletro, dalle grandi dimensioni e complicata morfologia di linee e spigoli e per la collana Scatolare, morfologicamente impegnativa ma leggera da indossare.

La tridimensionalità di cui parla Zanon è dunque legata alla lavorazione e nello specifico alla piegatura del materiale ottenuta dal taglio laser che porta alla realizzazione di gioielli dalle forme insolite e stupefacenti, alimentando una ricerca dove la tecnologia e i processi digitali divengono mezzo per creare un rapporto di interazione tra fruitore e produttore.
«Se è assodato che gli standard di bellezza e di pensiero spesso cambiano, in riferimento alla natura dell’umanità, è anche riconosciuto che l’arte dell’ornamentazione è una delle più grandi prove di questa ricerca eterna».
Articolo pubblicato su Alkimiya Magazine nr. 1 – Estate 2023.















