La galleria catalana Hannah Gallery inaugura il 2025 con una mostra a Barcellona dedicata a Yonghak Jo, vincitore del 10th Edition New Talents Award 2024. “The Line of Life” offre al pubblico, dal 26 marzo al 25 aprile 2025, la possibilità di ammirare una collezione unica di gioielli, tra cui sette collane e quattro spille. Come sottolineato dal titolo dell’esposizione, la gioielleria di Yonghak Jo riprende la linea della vita che ci connette e ci separa, contraddistinta da storie, esperienze e ricordi individuali e collettivi variegati.
La collezione di gioielli di Yonghak Jo, come la linea della vita, mira a connettere l’umanità.
I gioielli di Yonghak Jo come legami di vita

Per le sue creazioni, Yonghak trae ispirazione dalle narrazioni storiche e dal movimento artistico Counter-Monument, nato in Germania alla fine del XX secolo. Questo movimento mette in discussione le forme tradizionali della memoria collettiva, enfatizzando la riflessione e l’interpretazione personale. Seguendo questa filosofia, l’artista coreano integra nei suoi gioielli elementi che invitano a un dialogo tra passato e presente, tra memoria individuale e collettiva.
In particolare, concentra il suo lavoro sulla combinazione di due tematiche: la storia della sua famiglia, fortemente colpita dalla Seconda Guerra Mondiale, dalla Guerra della Corea e dalla Guerra Fredda, e il ritorno dello Zoum-Ipsa, una tecnica tradizionale coreana adoperata sui gioielli esposti.
Tracciando linee d’argento sulla superficie metallica, l’artista raffigura il movimento delle onde dell’oceano, simbolo delle relazioni umane e del legame tra le persone e gli oggetti. Le onde, inoltre, evocano sentimenti contrastanti: la necessità di ricongiungersi ai propri cari e il desiderio di pace.

Alla scoperta dello Zoum-Ipsa: l’antica tecnica coreana riaffiorata

L’antico Zoum-Ipsa è una tradizionale tecnica coreana che prevede l’intarsio di filo d’argento su acciaio o altri metalli. Un tempo impiegata per decorare oggetti destinati alle classi nobiliari, si diffuse gradualmente venendo incorporata in oggetti d’uso quotidiano e in simboli di fortuna, prosperità e salute. Hong Jeong-sil, allieva dell’ultimo maestro di tale lavorazione, Lee Hak-Ung, ha svolto un ruolo cruciale nel suo recupero e trasmissione, contribuendo a farla diventare un prezioso patrimonio culturale.

Questa tecnica può essere applicata in due modi distinti. Il primo è l’antico metodo già citato, mentre il secondo, sviluppato nella seconda metà della dinastia Joseon, consiste nell’applicazione di una sottile lastra o di fili d’argento o d’oro su una base metallica, con l’uso di un martello. Tale metodo veniva applicato per creare motivi geometrici tradizionali, come il motivo a pettine su superficie metallica.

La creazione di gioielli con la tecnica Zoum-Ipsa richiede abilità artigianali, tra le quali la preparazione di piastre d’acciaio, la cesellatura di motivi delicati con l’incorporazione di fili d’argento e l’attenta rifinitura delle superfici, al fine di garantire resistenza e bellezza.
Come sottolinea Yonghak, «nel corso della storia, i monumenti hanno ricordato alle società la loro storia e la loro eredità condivisa. […] Il gioiello, storicamente piccolo e portatile, funge da monumento personale in cui risiedono i ricordi. […] Nel mondo odierno, l’incertezza sul futuro è in costante crescita. È cruciale riflettere sulle lezioni imparate dal passato, riconoscendo i ricordi che oggi preserviamo e considerando cosa porteremo con noi nel futuro per promuovere la pace».
Lo scorso anno Hannah Gallery aveva ospitato la peculiare mostra “A Tale of Multiple Worlds: Synthesis and Possibilities on Colours and Preciousness”, offrendo un viaggio nella relazione tra colore, arte e gioielleria.

















