Progettato dall’artista francese Georges Braque e realizzato dall’esperto e stimato gioielliere Heger de Löwenfeld, il pendente francese vintage “Procris” è stato selezionato dalla gioielleria Hancocks di Londra come gioiello del mese di maggio 2024. Prodotto in oro giallo da 18kt, il pendente presenta un uccello stilizzato raffigurato in un verde vibrante smaltato ed è elegantemente montato su una lunga catena chiamata “Mésopatamia”, composta da cerchi collegati tra loro da coppie di maglie a bastone. Datato 1963, il pezzo è raro in quanto parte di un’edizione incompiuta composta da soli 75 esemplari.

Nato nel 1882, Georges Braque era rinomato per il suo contributo rivoluzionario al movimento cubista. Scopre la passione per il design del gioiello all’età di 79 anni, al crepuscolo della sua incredibile carriera. Collaborando con il barone Heger de Löwenfeld, ha creato “Bijoux de Braque”, una collezione di 113 sculture e gioielli decisamente unici, ciascuno battezzato con nomi mitologici. Tragicamente, sia Braque che Löwenfeld morirono prima di completare l’edizione limitata di 75 pezzi, rendendo questi pezzi ancora più esclusivi e ambiti.
Guy Burton, amministratore delegato di Hancocks London, racconta: «sono sicuro che attirerà l’attenzione dei collezionisti dato che è un pezzo che incarna così tanto lo spirito artistico d’avanguardia e il meticoloso artigianato. È una testimonianza del genio di Braque, un pezzo della storia dell’arte, pur essendo anche un’opera d’arte indossabile, dalla sua prima e unica collezione di gioielli».

Da marzo a maggio 1963, poco prima della sua morte, al Museo del Louvre di Parigi sono stati esposti oltre un centinaio di oggetti disegnati da Braque. I pezzi sono stati ispirati da miti e temi di uccelli e pesci, ciascuno con un nome simbolico di un dio del mondo classico. L’esposizione ha interessato oltre 50.000 persone e lo stato francese ha acquistato 12 gioielli.
Tra gli artisti moderni più famosi, Braque è stato uno di quelli che hanno avuto più successo nel trasformare la sua arte in oro. Sicuramente in questo senso è da citare anche Pablo Picasso che, insieme a Max Ernst, ha fatto un timido tentativo di disegnare gioielli in oro, lavorando con l’orafo François Hugo. Sia Ernst che Picasso si ritrovarono con placche piuttosto piatte e senza vita basate su immagini iconiche dei loro dipinti. Il successo dei gioielli di Braque potrebbe avere tanto a che fare con il gioielliere con cui ha scelto di lavorare quanto con la sua capacità di tradurre immagini bidimensionali in tre dimensioni indossabili. È interessante notare che il collaboratore di Braque era conosciuto più come un lapidario che come un orafo. I due lavoravano così a stretto contatto che Braque una volta lo definì “l’estensione delle mie mani”.















