“Gioello e progetto. Approfondimento metodologico sulla forma topologica  significante” è il nuovo libro di Roberto Zanon, pubblicato in versione bilingue (italiano ed inglese). A partire dallo sviluppo della forma piana, il testo rappresenta gli esiti formali e significanti raggiunti, che ben si inseriscono negli studi sul gioiello contemporaneo.

“Gioiello e progetto. Approfondimento metodologico sulla forma topologica significante”, di Roberto Zanon. (Foto: Roberto Zanon)

Il volume è accompagnato dagli interventi di esperti che hanno brillantemente elaborato personali e studiate interpretazioni sulle varie creazioni, interagendo con le sollecitazioni che i gioielli del designer veneto tendono a trasmettere.

Tra i contributori figurano Paolo Lesti, Bianca Cappello, Giuliano Lombardo, Alessandra Zabbeo, Pietro Zennaro, Mirella Cisotto, Fabio Cammarata, Rebecca Skeels, Enrico Baleri, Greta Bignami.

roberto zanon: dall’architettura al gioiello

Rinomato architetto qual è (con PhD in Design), ha insegnato nelle università più prestigiose d’Italia e adesso è professore all’Accademia di Belle arti di Venezia.

I suoi studi sull’architettura sono stati pubblicati in tantissime riviste settoriali, acquisendo fama anche a livello internazionale. Il suo genio spiccato lo ha portato ora a focalizzare il suo interesse sulla ricerca del gioiello contemporaneo.

I suoi progetti si presentano come «l’interpretazione estetica della tecnologia usata per realizzarli», così come scrive Edoardo Malagigi nella sua prefazione.

All’interno di quest’ultima è infatti delineato come il carattere turbolento ed esuberante di Zanon si manifesta pienamente in gioielli la cui invenzione stravolge tutti i canoni di lavorazione.

Il libro è diviso in 8 splendidi capitoli che si focalizzano sulla procedura impiegata per la produzione della forma dei gioielli: spaziano dalla progettazione alla realizzazione, dalla descrizione dei materiali utilizzati alla trasformazione dalla forma bidimensionale a quella tridimensionale attraverso il taglio laser.

Seppure i materiali delle micro-architetture di Zanon sembrano “banalizzare” il gioiello, «la messa in opera di forme semanticamente significanti, talvolta esasperante, alla fine restituisce il valore al progetto», spiega l’architetto veneto. Zanon, quindi, punta alla ingegnosità che si cela dietro. Gioca sul materiale, sulla forma, sul rapporto che si instaura con chi li indossa.

UN ASSAGGIO DELLE SUE CREZIONI-GIOIELLO

bracciale pippe

Il materiale in PVA (alcool polivinilico) di cui è fatto il bracciale, tagliato con dovuta precisione attraverso l’utilizzo del laser, sfrutta la sua capacità di umidificazione per consentirne la malleabilità. La tridimensionalità del gioiello si presenta infatti quando viene indossato, presentandosi in tutte le sue splendide sfaccettature.

Bracciale Pippe. (Foto: Roberto Zanon)

collana progresso

La collana ha come referente involontario un modello di epoca vittoriana, un rifermento ingegnoso, che incarna lo scopo di ottimizzazione e riduzione degli sprechi attraverso l’uso del cartoncino, con la quale è prodotta. La collana permette la composizione di sequenze diverse tra loro, giocando e personalizzando, se si desidera, anche le dimensioni finali, così da regalare unicità e originalità.

 

Collana Progresso. (Foto: Roberto Zanon)

Anello Fuoco Artificiale

L’utilizzo del feltro è conforme alle caratteristiche che questa creazione vuole trasmettere. L’anello è dinamico e coerentemente armonico, grazie alla proprietà di deformazione del materiale di cui è composto. Crea uno stravolgente connubio di comfort, per la morbidezza del feltro, e senso di ingombramento, per la forma, che chi lo indossa è indotto a provare. Questo anello dimostra fierezza e consapevolezza, perfetto per chi non ha paura di esprimere il proprio io.

Anello Fuoco Artificiale. (Foto: Roberto Zanon)

Anello Puntonde

Realizzato in PVA. Ispira energia e armonia, pur conservando la caratteristica di un oggetto d’affezione, tipico degli anelli da tramandare.

La sagoma piana di partenza, una volta inumidita, riesce ad essere successivamente indossata.

Gli estremi dell’anello rimandano al mondo naturale e rappresentano inoltre una citazione del lavoro di Bruno Munari sulle forchette del 1958. Questo anello è intriso di arte e precisione.

Anello Puntonde. (Foto: Roberto Zanon)

Anello Evol

L’anello EVOL letto al contrario sta per LOVE, che viene fuori al momento in cui lo si indossa. La particolarità del gioiello risiede sempre nel materiale in PVA di cui è composto, in quanto, se umidificato, si scompone, risultando deformato dopo l’essiccatura ed evocando quel fare romantico che non si individua a primo impatto, ma che sorprende chi decide di indossarlo.

Anello Evol. (Foto: Roberto Zanon)
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