Diana Zhang è una delle figure più influenti della scena artistica orientale, oltre ad essere stata la prima designer di gioielli asiatica ad aver debuttato alla Biennale des Antiquaires di Parigi nel 2014. Nata nella Cina nord-orientale, Diana Zhang si è poi trasferita a Guangzhou con la sua famiglia. La Cina post-rivoluzione culturale ha offerto al suo popolo un mondo nuovo e coraggioso, e l’adolescente Diana è stata particolarmente ispirata dalla moda, dai gioielli e dall’arte, facendo nascere in lei il desiderio di dedicarsi ad un percorso artistico.
Diana ha successivamente deciso di diventare un’artista di gioielli, osservando, ricercando e imparando da sola le competenze necessarie, sviluppando la sua eccezionale estetica lungo il percorso. Il suo percorso si è trasformato in un hobby serio e, alla fine, nella sua carriera. I suoi gioielli sorprendentemente realistici riflettono una realtà riscritta per mezzo delle pietre preziose.

Diana è una perfezionista, tenace nella ricerca dell’estetica. Ma ciò può essere una gloria e una barriera allo stesso tempo. L’artista seleziona personalmente ogni diamante e gemma, prestando particolare attenzione a caratteristiche quali il colore, la purezza e il taglio. Data la difficoltà di trovare le gemme migliori ed allo stesso tempo affrontare tutte le sfide relative alla produzione, il tempo per la realizzazione dei suoi progetti è solitamente tra i sei mesi e i due anni. Queste caratteristiche rendono Diana Zhang una firma particolarmente ambita e difficilmente accessibile.
Ha partecipato all’ottava edizione di GemGenève, nel maggio 2024, essendo stata selezionata per l’esposizione nello spazio “Emerging Talents & New Designers”, un’occasione per far ammirare i suoi capolavori ai visitatori.

Nel 2013, durante la fiera Baselworld in Svizzera, Diana incontrò Cyrille de Foucaud, CEO del rinomato outlet di gioielli francese “Martin Du Daffoy”. Avendo un interesse comune per i gioielli e per le opere d’arte, i due diventarono amici e iniziarono a lavorare insieme. Durante un viaggio a Hong Kong, Cyrille de Foucaud visitò il laboratorio di Diana e apprezzò molto i suoi fantastici design. Da specialista di gioielli, rimase colpito dai design di Diana che trovò innovativi e facili da indossare. Fu così che Foucaud invitò Diana a partecipare alla famosa Biennale des Antiquaires di Parigi, esponendo i suoi design al Grand Palais insieme a nomi classici come Boucheron, Cartier, Van Cleef & Arpels e molti altri.

Attraverso la sua collezione “One year in China”, Diana ha unito l’essenza della cultura tradizionale cinese all’artigianato internazionale. Il suo design, ispirato ai fiori di prugna d’inverno, all’orchidea di primavera, al loto d’estate, alle foglie rosse d’autunno e al bambù portafortuna dell’anno, ha illustrato l’estetica della bellezza classica cinese.
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Nel 2017 la rivista Tatler Asia le ha dedicato uno splendido ritratto, rivelando che la creatrice produce deliberatamente solo un numero limitato di pezzi all’anno, spesso meno di una ventina. Una produzione estremamente rara, che amplifica l’esclusività e il fascino delle creazioni della designer. Per Diana, ogni pezzo che disegna deve avere una storia e un significato.
















