Le perle sono state tra le grandi protagoniste dell’edizione dello scorso novembre 2023 dell’International Gem Fair GemGenève: non a caso una delle esposizioni più importanti è stata intitolata “The Pearl Odyssey”!

La maison Chaumet è stata infatti in grado di donare agli amanti di gioielli e agli appassionati di perle giornate di pura meraviglia: una vera e propria odissea che ripercorre la storia della tradizione della perla.

L’esposizione, curata con grande maestria, ha raccolto oltre trenta gioielli straordinari provenienti da collezioni private e progetti inediti, offrendo una panoramica unica sulla tradizione millenaria dell’utilizzo delle perle.

L’atmosfera immersiva creata da Flee Project ha trasportato i visitatori nei mari del Golfo Persico e di altri luoghi, offrendo una prospettiva affascinante su questi tesori marini. Una storia che è partita dalla perla più antica raccolta dall’uomo oltre 8.500 anni fa, fino ad arrivare alle tecniche scoperte da Joseph Chaumet e alla nascita della perlicoltura nel 1905.


Tra i pezzi unici che sono stati esposti, i visitatori hanno avuto l’occasione di osservare degli orologi da polso — risalenti al 1811 circa — realizzati da Nitot et Fils per la Principessa Augusta Amalia di Baviera. Questi orologi in oro sono incastonati con smeraldi con taglio cuscino e perle fini rotonde.

Sempre di questo periodo è la cintura in oro cesellato realizzata da Marie-Étienne Nitot, gioielliere della corte imperiale Napoleonica e fondatore della maison Chaumet. La cintura è caratterizzata da diversi motivi decorativi: a forma di ape, stella e palmetta. Grandi pietre d’agata e perle fini rotonde di diverse dimensioni incorniciano un telaio circolare finemente ornato.
È interessante vedere come sin dai tempi antichi dell’Impero Romano, per poi passare dalle corti rinascimentali, fino ad arrivare ai tempi moderni, le perle hanno sempre rappresentato il simbolo dell’eleganza e del lusso. Donne potenti come Caterina de Medici e l’Imperatrice Maria Luisa hanno indossato perle fini, adornando le loro figure con gioielli straordinari.


I gioiellieri del XX secolo hanno continuato a reinventare l’arte delle perle, creando pezzi unici e innovativi. Maison rinomate come Chaumet, Cartier e Vever hanno esplorato tutte le possibilità creative offerte da questi piccoli doni del mare.
Ciò si può ammirare nel design stravagante e originale della spilla decorativa realizzata nel 1905 da Henri Vever, un famoso designer francese di gioielli dell’Art Nouveau. Le perle barocche con la loro irregolarità incantevole sono state disposte fino a dare alla spilla l’affascinante forma di due crisantemi. I ‘petali’ sono sostenuti da steli incastonati di diamanti che fuoriescono da foglie smaltate di diverse sfumature di verde.
In una lettera, il gioielliere spiega che le perle irregolari del Mississippi sono state scelte per creare le fioriture di crisantemo più realistiche possibili.

Un gioiello particolarmente affascinante venduto a inizio settembre (e che quindi non è stato esposto durante la mostra tenutasi agli inizi di novembre) è la spilla incastonata di rubini, diamanti e perle. I rubini e i diamanti sono di diverse dimensioni con tagli sia rotondi sia ovali, mentre le tre gocce di perle naturali a forma di goccia sono sospese.

Questa preziosa spilla proviene dall’importante collezione di gioielli dell’Imperatrice Eugenia, ultima imperatrice di Francia.


Un notevole gioiello esibito alla fiera ginevrina risale all’epoca di Joseph Chaumet, tra il 1922 e il 1924: la collana Bayadère con i suoi innumerevoli semi di perle fini. Questa collana raffinata in oro e platino è inoltre adornata da diamanti dal taglio rotondo e zaffiri a forma di goccia.

Direttamente dalla collezione Faerber è l’anello realizzato da Ruder Berlin intorno gli anni ‘50. Questo delicato gioiello è contraddistinto da due perle naturali, una bianca e una nera, e da una montatura in platino incastonata di diamanti.

Infine, tra i pezzi più recenti troviamo il braccialetto di perle e diamanti di Cartier del 1962. Questo bracciale in platino unico nel suo genere è composto da 80 perle nere e grigie di alta qualità perfettamente abbinate. Diamanti rotondi sono inseriti tra i quattro elementi di corallo rosso del Mediterraneo che aggiungono scintillanti riflessi.


Questo evento ha quindi offerto ai visitatori l’opportunità di scoprire pezzi eccezionali, incontrare esperti del settore e immergersi nell’affascinante mondo della gemmologia e della gioielleria. È importante dare credito anche all’Istituto svizzero di gemmologia (SSEF), fondamentale in questo processo, per aver offerto alle persone interessate analisi scientifiche di altissimo livello per determinare la qualità e l’origine delle perle, ma anche competenze specifiche sulle perle fini, coltivate o di acqua dolce.

















