Per il suo essere caleidoscopico, il vetro è da sempre amato e apprezzato in tutto il mondo perché custodisce dentro di sé la straordinaria capacità camaleontica di assumere i colori e le sembianze naturali arrivando lì, dove pochi osano.
L’ingegno e la creatività umane hanno fatto sì che nel tempo questo multiforme materiale potesse tracciare l’evoluzione della società attraverso la storia del gioiello.

Il vetro ha tracciato un percorso che lo ha visto protagonista nella creazione dei gioielli, difficile da lavorare se artificiale; era considerato un segreto per pochi maestri e per tale motivo gelosamente custodito.
Una ricetta di ingredienti alchemici magistralmente uniti tra loro, quella del vetro, che per il suo ruolo ecosostenibile, economico, funzionale, formale e artistico è stato nominato dall’ONU per l’anno 2022 materiale per eccellenza, celebrato in tutto il mondo.

A sigillo di quanto detto, il 23 Aprile al Museo del Bijou di Casalmaggiore si è inaugurata la mostra “Vetro. Gioielli italiani tra ‘800 e ‘900” a cura di Bianca Cappello e Augusto Panini: oltre 300 pezzi tra gioielli d’autore, oggetti, foto e documenti, di cui tutti rari e unici provenienti da collezioni private, a testimonianza del grande valore socio- culturale che il vetro, sia esso naturale o artificiale, ha avuto nel tempo ed oggi più che mai.
Un viaggio affascinante e stimolante che accompagna il visitatore attraverso l’evoluzione dello stile, del costume della società italiana negli ultimi 2 secoli.

«Agli inizi del XX secolo la perla di vetro diventa accessorio indispensabile nell’abbigliamento elegante e seducente della donna moderna» – dice Augusto Panini, uno dei Curatori della mostra, esperto e collezionista di perle di vetro mediorientali e veneziane – «e si riappropria di quel fascinosissimo ruolo avuto nel corso dei secoli, da Cleopatra a Elisabetta Gonzaga».

Una mostra da non perdere questa, che accompagnerà il visitatore nella scoperta dei gioielli esposti attraverso un allestimento progettato e realizzato ad hoc dalla designer iraniana Sogand Nobahar, che facendo un’operazione concreta di rielaborazione e recupero del vetro ha sottolineato ancora di più l’importanza del prezioso materiale.

“Vetro. Gioielli italiani tra ‘800 e ‘900”, una mostra in cui potersi perdere tra lunghi e colorati sautoir di inizio secolo, bracciali in stile Decò con murrine e millefiori, gioielli in micro mosaico romano realizzati per il Grand Tour e lasciarsi rapire da orecchini a bouquet degli anni ’50, i bijoux dei figli dei fiori ispirati ai nativi americani fino ad arrivare alle creazioni più sperimentali dei designer e artisti di fine millennio.
«Dalla preistoria a oggi, il gioiello di vetro è stato capace di muoversi al passo con il linguaggio, l’ingegno e l’estetica della società riuscendo sempre a raccontarla e a mostrarne le caratteristiche» aggiunge Bianca Cappello, curatrice della mostra, storica e critica del gioiello, docente, coordinatore e curatore di conferenze e seminari sulla storia e la cultura del gioiello. «Il vetro nel gioiello è ‘fragile e indistruttibile’ al tempo stesso, è un materiale che racconta l’altissimo livello raggiungibile con l’artigianato artistico e che, negli ultimi due secoli, è entrato da protagonista nei gioielli del Sistema Moda, così come nel Gioiello di Ricerca e in quello di Design».

Informazioni generali
“Vetro. Gioielli italiani tra ‘800 e ‘900” a cura di Bianca Cappello e Augusto Panini.
Dal 23 aprile al 9 ottobre 2022, Museo del Bijou–Casalmaggiore (CR), Via Porzio 9, 26041 Casalmaggiore (CR).
Orari di apertura: dal martedì al sabato: 10.00-12.00 / 15.00-18.00; domenica e festivi: 15.00-19.00.
Articolo pubblicato su Alkimiya Mag nr.0, Estate 2022
















