Un progetto di CO-DESIGN che ha coinvolto 4 Istituti di formazione e alta formazione nel settore dell’Oreficeria e del Design del gioiello e Aziende storiche nella produzione di cammei e coralli: Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale “Vanvitelli” Unicampania, Istituto superiore Degni di Torre del Greco, Accademia di Belle Arti di Ravenna, Accademia Galdus di Milano.

«Questo può essere l’inizio di tanti progetti da svolgere assieme con apporti interdisciplinari differenti e facendo sì che il Gioiello possa divenire “ancora più prezioso” grazie alla co-progettazione che ha visto, da un passaggio creativo all’altro, accrescere il suo valore».

La riflessione a caldo di Maria Dolores Morelli, docente del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Unicampania che, supportata fianco a fianco da Bianca Cappello, storica e critica del Gioiello, hanno insieme ideato e curato il progetto di co–design: i GIOIELLI DEL MARE, IL MARE CHE UNISCE.
Un’azione concreta questa che ha messo in dialogo 4 scuole italiane di formazione e alta formazione nel settore dell’oreficeria e del design del gioiello: il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Unicampania, l’Istituto Superiore Degni di Torre del Greco, l’Accademia di Belle Arti di Ravenna e l’Accademia Galdus di Milano.
L’obiettivo? Tessere la fitta rete dei saperi di cui l’Italia è ricca: tecniche tradizionali e materiali da condividere al fine di costruire uno scambio interscolastico e incrementare le competenze professionali della nuova generazione degli agenti del mondo del gioiello.
Al centro del mirino progettuale e realizzativo degli studenti tutti il mare Mediterraneo, che nella sua imponente e rigogliosa distesa costituisce da sempre crocevia di scambio e connessione tra popoli e culture diverse. Custode, fin dall’antichità, di inestimabili tesori naturali che hanno dato all’uomo la possibilità di ornare il proprio corpo con autentici monili dando libero sfogo al loro ingegno creativo, rappresenta oggi un ecosistema di biodiversità da conoscere e preservare affinchè le future generazioni possano goderne.

Un primo percorso ha visto protagonisti gli studenti del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale che con la guida della prof.ssa Maria Dolores Morelli coadiuvata dalle dott.sse Carmela Barbato e Carmen Improda hanno realizzato una serie di progetti interpretati e tradotti in venti gioielli in argento dagli studenti dell’Accademia Galdus Orafi di Milano, guidati dalle prof.sse Maria Rosa Venetucci e Rossana Ricolfi. Questi lavoro sono plasmati con argento e impreziositi da coralli e perle generosamente forniti dalle storiche attività Antonino de Simone e D’Elia Company di Torre del Greco, e cammei in conchiglia realizzati dagli studenti dell’Istituto Superiore Degni di Torre del Greco con la guida dei professori Rossella Di Matteo, Ciro Mazza e Antonino Stilla.

«Il lavoro fatto con gli studenti di Galdus per Gioielli del Mare il Mare che Unisce è stato veramente intrigante. È stato emozionante vedere come gli allievi si sono impegnati a dare la loro visione dei progetti già perfetti degli studenti dell’Unicampania con un altro punto di vista facendone una rielaborazione con un’altra tecnica creativa e con occhi diversi. Il loro impegno è stato grande, inaspettato, ammirevole. Insieme abbiamo esaminato le diverse possibilità di realizzazione, producendo anche oggetti tecnicamente complessi. La complicità con gli studenti è stata completa, un lavoro di squadra che ha dato il suo contributo».
Con queste parole Maria Rosa Venetucci, docente Galdus Accademia, mette l’accento e sancisce l’arricchimento derivato dal passaggio creativo di più competenze. In maniera parallela hanno lavorato gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna che, con la guida della professoressa Emanuela Bergonzoni, hanno realizzato oltre 20 gioielli in ottone, bronzo e argento impreziositi con scarti di lavorazione del corallo, madreperla e dei cammei di conchiglia resi con la tecnica del mosaico di cui Ravenna e l’Accademia sono fondamentali testimoni.

«Il materiale fornitoci, su specifica mia richiesta come docente, non doveva essere di prima scelta e possibilmente difettoso, a questo punto gli studenti nel conte- sto della poetica dello scarto ben nota per chi studia arte contemporanea, hanno intrapreso la progettazione disegnando e inanellando ipotesi e soluzioni. Gli elaborati finali, ventuno opere gioiello, sono il risultato di un pensiero creativo che sa cogliere il bello in ogni aspetto della materia, che sa esaltarne le caratteristiche e ampliarne le risonanze».

Così Emanuela Bergonzoni, docente Accademia di Belle Arti di Ravenna, sottolinea l’azione concreta di rivitalizzazione dello scarto.
Risultato di questo entusiasmante viaggio attraverso l’Italia dei saperi, sono 40 gioielli, visibili attraverso una mostra itinerante che, partita da Milano (BABS ART GALLERY dal 19 al 21 aprile 2022), si sposterà nelle sedi di ricerca dell’Unicampania, Officina Vanvitelli, dal 13 al 15 giugno e nelle sedi dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna in ottobre 2022.
«Gioielli del Mare, il mare che Unisce, è stata un’entusiasmante avventura che, nonostante le difficoltà della pandemia, ha dato modo a studenti e docenti di creare non solo splendidi gioielli ma anche nuove e stimolanti sinergie».

Queste le parole conclusive e di buon auspicio per il futuro di Bianca Cappello, storica e critica del gioiello, la quale ha supportato con incontri e lezioni coordinate la parte della formazione di storia del gioiello e dei materiali del gioiello provenienti dal mare.

A cura di Maria Dolores Morelli e Bianca Cappello, pubblicato su Alkimiya Mag nr.0, Estate 2022















