Le collezioni di gioielleria antica e vintage sono state tra le protagoniste della nona edizione di GemGenève, organizzata Ginevra dall’8 all’11 maggio 2025. L’evento, divenuto un segno distintivo e fisso per il calendario di GemGenève, è dedicato agli amanti e ricercatori di pezzi iconici e inusuali che racchiudono la storia e le emozioni di epoche passate, in considerazione del sempre crescente interesse per la gioielleria antica da parte dei consumatori.

Spilla Art Nouveau in smalto e acquamarina della collezione Faerber
Spilla Art Nouveau in smalto e acquamarina della collezione Faerber. (Photo: © Katharina Faerber, courtesy of GemGenève)

L’incremento dell’economia circolare e della sostenibilità ha contribuito, in particolare, al crescente interesse nei confronti di gioielli come anelli, collane, spille e bracciali a fascia che hanno caratterizzato e portato entusiasmo nelle loro epoche. Ciò ha portato alla nascita dei cosiddetti gioielli “pre-loved”, ovvero “già amati”, gioielli rari e pezzi straordinari che hanno riacquistato rilevanza sul mercato, garantendo la possibilità di essere venduti nuovamente.

Come spiega Nadège Totah (membro del consiglio d’amministrazione di GemGenève), «a volte sono passati diversi anni o secoli dalla loro prima commercializzazione. Eppure, alcune creazioni sono sempre molto ambite, se non addirittura più di quanto non fossero all’epoca».

Già nel 1988 Jean-Louis Dumas, all’epoca CEO di Hermès, dichiarava che «il lusso è ciò che si può riparare», affermazione che si rivelò un presagio dello sviluppo della gioielleria antica e vintage del mondo dell’artigianato di lusso. Sin dalla prima edizione del 2018, GemGenève conserva un posto speciale per l’eredità vintage della gioielleria col presupposto che, come afferma Mathieu Dekeukelaire (Direttore di GemGenève), «il lusso è ciò che si tramanda».

La rinascita del mercato secondario della gioielleria

Spilla del Rinascimento in eliotropio intagliato della collezione Faerber, incastonata con diamanti taglio rotondo
Spilla del Rinascimento in eliotropio intagliato della collezione Faerber, incastonata con diamanti taglio rotondo. (Photo: © Katharina Faerber, courtesy of GemGenève)

A partire dagli anni 2000 il mercato della gioielleria ha riscontrato una ripresa esponenziale, determinata dall’opportunità di poter acquistare esclusive e peculiari creazioni orafe appartenenti a epoche del passato, tra le quali antiche collezioni appartenute a famiglie imperiali o principesche. È un mercato in cui le tendenze, a seconda dei periodi, comportano alcuni design o marchi ad essere maggiormente richiesti rispetto ad altri.

La stessa Ida Faerber, che si attribuisce la definizione di “cacciatrice di tesori”, racconta: «Quando ho iniziato, tutti volevano braccialetti decorativi e l’Art Déco era al suo apice». Ida sostiene che i modelli di braccialetti retrò degli anni ’40 sono particolarmente virali e, insieme alle creazioni classiche e atemporali, sono capaci di suscitare l’interesse di ogni generazione, assicurando la loro costante tramandazione.

Attualmente, il commercio secondario si è espanso a livello mondiale, coinvolgendo l’Europa, divenuta un potente mercato alla pari degli Stati Uniti, e l’Asia. Ida Faerber sottolinea che oggigiorno «il mercato cinese potrebbe non essere ancora maturo, ma in Thailandia, Indonesia e Singapore i pezzi di altre epoche esercitano un grande fascino sui giovani».

Bonsai della collezione Faerber
Bonsai della collezione Faerber. (Photo: © Katharina Faerber, courtesy of GemGenève)

Il mercato secondario è, quindi, un mercato fondato sulla trasmissione e, come suggerisce Nadège Totah, «questi gioielli, come cuori nomadi, offrono una nuova vita alla maestria orafa, facendola viaggiare attraverso le epoche».

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