La bellezza è un “possesso per tutta l’eternità”, come diceva Oscar Wilde, oppure è un concetto soggetto all’effimero? Questa è la domanda a cui vuole dare risposta Vanitas, mostra annuale che Brun Fine Art, in collaborazione con Babsartgallery e UNLØCK, ha organizzato a Milano da venerdì 8 novembre a giovedì 19 dicembre 2024, in Via Gesù 17.

Lo scopo della mostra è quello di mettere in discussione il concetto tradizionale di “Vanitas”, mostrando come l’arte e la bellezza possano acquisire nuove forme di immortalità in una prospettiva contemporanea. Vanitas cerca di collegare le riflessioni artistiche del passato a quelle del presente, dimostrando come il materialismo e il desiderio di gratificazione immediata siano manifestazioni attuali della stessa vanità presente nelle opere antiche.

Altro obiettivo della mostra è, inoltre, quello di incoraggiare i visitatori a rivalutare il proprio rapporto con gli oggetti materiali, per ricercare in essi significati più profondi e duraturi.

In questa esposizione, il concetto di Vanitas viene rivisitato unendo opere scultoree, che esprimono l’idea di bellezza eterna, con gioielli d’artista, espressione contemporanea e personale. Un dialogo che permette al pubblico di vivere un’esperienza speciale, incoraggiandolo a riflettere sulla variazione dei parametri estetici e sull’identità individuale. Le varie sculture in mostra comprendono diversi generi ed epoche, e la loro estetica non sempre rispetta i canoni tradizionali; allo stesso tempo, ogni gioiello porta avanti una narrazione contemporanea, che presenta una prospettiva diversa della vanità.

Ritroveremo esposte 60 opere, tra sculture e gioielli. Fra queste spicca, sicuramente, la Psiche di Pietro Tenerani, impreziosita da una collana in argento del 1968 di Arnaldo Pomodoro che, scivolando lungo la schiena, valorizza la bellezza della scultura stessa.

Statua Psiche impreziosita dalla collana in argento del 1968 di Arnaldo Pomodoro
Statua Psiche impreziosita dalla collana in argento del 1968 di Arnaldo Pomodoro. (Photo courtesy of Paolo Soave)

Il busto femminile di “Rachele”, scolpito da Democrito Gandolfi, è accompagnato all’orecchino Rongorongo di Tania Pistone, artista contemporanea celebre per il suo rigoroso equilibrio tra segno e forma.

Busto femminile, accompagnato dall’orecchino Rongorongo di Tania Pistone
Busto femminile, accompagnato dall’orecchino Rongorongo di Tania Pistone. (Photo courtesy of Paolo Soave)

Una preziosa testa di giovane onice, risalente alla prima metà del XIX secolo, viene arricchita dall’orecchino Fiches di Giancarlo Montebello, realizzato in rhodoid, materiale prezioso che deriva dalla lavorazione dei fiocchi di cotone

Testa di giovane in onice, realizzato nella prima metà del XIX secolo, con orecchino Fiches di Giancarlo Montebello
Testa di giovane in onice, realizzato nella prima metà del XIX secolo, con orecchino Fiches di Giancarlo Montebello. (Photo courtesy of Paolo Soave)

Chiude la selezione una scultura raffigurante una giovane donna, firmata dallo scultore toscano Francesco Pozzi. All’opera è associata una collana creata da Man Ray, artista modernista americano, esponente dei movimenti dadaista e surrealista.

Scultura di giovane donna, accompagnata da una collana di Man Ray
Scultura di giovane donna, accompagnata da una collana di Man Ray. (Photo courtesy of Paolo Soave)

Le descrizioni delle opere in esposizione, e il voluto contrasto tra materiali e forme, mostrano come lo scopo principale di questo evento sia quello di creare un gioco di riflessioni e reinterpretazioni di espressioni artistiche, che hanno influenzato il lavoro dei grandi maestri del passato.

Per comprendere appieno la bellezza della mostra e il messaggio che essa vuole lasciare, i visitatori avranno modo di poter approfondire la conoscenza delle opere di persona, in esposizione dall’ 8 novembre al 19 dicembre 2024.

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