San Valentino è oggi una festività conosciuta in tutto il mondo, simbolo d’amore per le persone di ogni genere, razza e religione. Ma perché proprio San Valentino?

Si dice che Valentino, allora vescovo, sia riuscito a celebrare il matrimonio tra Sebino e Serapia, due giovani di religione diversa: lei cristiana, lui pagano, dopo il battesimo di lui furono uniti in matrimonio proprio dal vescovo di Terni, oggi patrono e protettore degli innamorati.

Il suo nome è sulla bocca degli innamorati di tutto il mondo, tanto che “valentino” e “valentina” sono a loro volta diventati nomignoli usati dagli amanti di ogni tempo.

Orecchini Marlo Laz. (Photo courtesy of Danielle Gadi PR)

Carlo, duca d’Orleans, detenuto nella Torre di Londra, scrisse a sua moglie Bonne una poesia d’amore in rima, i cui primi versi recitano: «Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina». Fu un amore intenso ma sfortunato, poiché il monarca non rivide più la propria consorte che morì prima del suo ritorno in Francia, nel 1440. Altra celebre ma sfortunata valentina è la famosissima Ofelia dell’Amleto, che recita: «Sarà domani San Valentino, ci leveremo di buon mattino, alla finestra tua busserò, la Valentina tua diventerò». Una festa, quella dell’amore, sentita e apprezzata sin dai tempi di Shakespeare.

Orecchini Nakard. (Photo courtesy of Danielle Gadi PR)
Anello Deborah Pagani. (Photo courtesy of Danielle Gadi PR)

E se si parla d’amore, vien da sé non si possa fare a meno di pensare al cuore. Numerosi artisti, gioiellieri, creatori di ogni arte hanno sempre connesso questo sentimento e questo periodo alla forma di un cuore. Lo vediamo nei gioielli statunitensi delle collezioni di Nakard, Marlo Laz, Jemma Wynne, Emily P. Wheeler, Deborah Pagani, Briony Raymond: ogni pezzo è caratterizzato non solo dallo stile unico di ogni designer, ma anche da una riconoscibilissima forma o decorazione a cuore, il simbolo per eccellenza dell’amore.

Anello Jemma Wynne. (Photo courtesy of Danielle Gadi PR)
Orecchini Briony Raymond. (Photo courtesy of Danielle Gadi PR)

Quando non si conosceva ancora il corpo umano, l’amore era connesso alla tachicardia, al batticuore: questo ha portato a pensare che l’amore risiedesse nel cuore, non nel cervello. Perché privarsi, allora, di portarlo incastonato in un gioiello? Che sia un dono tra innamorati o per sé, sicuramente colpirà come una freccia di Cupido: basta solo trovare quello giusto.

Emily P.Wheeler. (Photo courtesy of Danielle Gadi PR)
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